Ordine e Libertá Enti pubblici - Abbiategrasso, via Vespucci: filtri al posto di alberi. Che fine ha fatto la mitigazione promessa da Amiacque? 
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Abbiategrasso, via Vespucci: filtri al posto di alberi. Che fine ha fatto la mitigazione promessa da Amiacque?

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Articolo del: 06/06/2017 07:38:31

È andato a farsi benedire, almeno fino ad oggi, il progetto di mitigazione ambientale che avrebbe dovuto accompagnare, da parte di Amiacque, la realizzazione dell’impianto a carbonio attivo per il trattamento delle acque, al quale collegare il vicino pozzo di via Vespucci che nell’anno 2012 era stato fermato per la presenza di Atrazina, Atrazina Desetil e Desetil-Terbutilazina, e per renderlo in tal modo di nuovo attivo.


Era il 18 ottobre dell’anno scorso quando una ditta specializzata incaricata appunto d Amiacque, la quale aveva incassato il 26 settembre il parere favorevole della giunta comunale che aveva recepito il beneplacito già dato dalla Commissione Paesaggistica, si era messa al lavoro con l’intenzione di abbattere una quercia e un olmo che sorgevano in fondo a via Vespucci quasi al confine con via Dante e a una ventina di metri dall’aiuola antistante il ristorante Antico Oleificio, per poter appunto fare spazio ai due ingombranti serbatoi dell’impianto da realizzare. 


Quella mattina però operai e tecnici dovettero smettere per le dure proteste del titolare dell’appena menzionato ristorante, il quale aveva perfino minacciato di incatenarsi a quegli alberi. Amiacque aveva così fermato i lavoratori incaricati di procedere e si era data tempo una settimana per chiarire al meglio la quesitone, decisa comunque a procedere in quanto la priorità riguardava, a suo modo di vedere la qualità dell’acqua erogata dal vicino pozzo, piuttosto che l’aspetto paesaggistico. 


Sta però di fatto che dall’ufficio stampo di Amiacque venne diffuso un comunicato che vale la pena citare oggi tra virgolette, tenuto conto che sono trascorsi ormai quasi 8 mesi da allora, senza che ale parole siano seguiti i fatti.


A che cosa ci riferiamo? «La posa dei filtri e il collegamento al vicino pozzo da ripristinare sono prioritari - si leggeva in quel comunicato di 8 mesi fa - È vero, l’impatto dell’impianto è importante, ma verrà piantumata tutt’attorno una siepe di lauro ad alto fusto che costituirà un efficace schermo di mitigazione ambientale». E poco più avanti, ancora: «Quello che però sarà possibile e verrà certamente fatto è la piantumazione di altri alberi in zona: di norma, per ogni albero abbattuto se ne piantano due nuovi».


Benissimo. resta allora da capire come mai, come documentato dalla foto che pubblichiamo, né la siepe di lauro né quattro alberi al posto di due siano stati ancora, dopo tanto tempo, previsti e collocati effettivamente a dimora. E sarebbe bello anche sentire che cosa ha da dire in proposito il titolare del ristorante nei paraggi dei due filtri giganteschi andati, né più né meno, a prendere il posto dei due alberi, senza che nessuno abbia però aggiunto alcunché.


Marco Aziani (“Ordine e Libertà”) - servizio sull’edizione da venerdì 9 giugno nelle edicole



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