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Mamma nonna ed ex insegnante: «Quel fatto di cronaca che ci ha tanto spaventati chiama in causa il compito educativo della famiglia!»




Articolo del: 17/07/2017 13:39:19

Sull’episodio di cronaca nera che una ventina di giorni fa ha caratterizzato la notte abbiatense in via Ticino, all’angolo con via Omboni, una donna manda una lettera alla redazione del nostro giornale “Ordine e Libertà”. Si chiama Cristina Strada Sala, è la proprietaria dell’immobile gravemente danneggiato in conseguenza dell’ìincendio di un’auto parcheggiata lì davanti, episodio certamente doloso.


Ma la persona che ci scrive non lo fa per maledire i mascalzoni che hanno causato il tutto, né tanto meno per prendersela con gli addetti alla sicurezza e con le forse dell’ordine che, secondo il parere superficiale che molti hanno fatto rimbalzare soprattutto sui social, non sarebbero in grado di garantire la necessaria presenza in tutte le zone della città.


La lettera d questa donna, che racconta lo spavento e lo sgomento di quella brutta nottata, ha un altro obiettivo: puntare sull’aspetto dell’educazione, troppo spesso unica vera assente nelle nostre vicende quotidiane, e richiamare il ruolo educativo, per l’appunto, delle famiglie, con l’invito a non rinunciarvi mai per non lasciare che la società si trasformi in un luogo in preda all’istintività, al risentimento e alla pretesa che siano sempre “gli altri” a risolvere i problemi e le emergenze.


«Caro direttore - scrive Cristina Sala - sono passate tre settimane dalla notte tra il 26 ed il 27 giugno, quando è stata bruciata un’auto vicino a casa mia e, poiché le fiamme si sono propagate alla nostra casa, ho vissuto con le mie figlie, nipoti e generi una terribile e drammatica esperienza.


Lo spavento, la paura (non è passata) ci hanno intaccato nel più profondo dell’animo, grazie a Dio siamo tutti salvi, anche se fa male vedere così poco rispetto verso le persone e le cose altrui.


Ciò non mi esime dall’essere sconvolta ed amareggiata nel constatare che,  dietro a questa bravata, mi sento dire: “Ma le forze dell’ordine dov’erano? Perché non pattugliavano anche qui?” No, io non ci sto: le forze dell’ordine fanno quel che possono, ma se accadono queste cose è perché manca la famiglia. Educare è difficile e purtroppo nella nostra società la famiglia ha perso il suo compito primario di educare. 


Lo dico, lo ribadisco come mamma, nonna ed ex insegnante di scuola elementare che ha sempre basato la sua missione educativa sul rispetto e sul far emergere il positivo di ogni bambino affidatomi. 


Quindi spero e ridico: famiglia riprenditi il tuo posto e la tua centralità educativa e, in sinergia con la scuola formerai dei cittadini rispettosi del bene comune e non delle persone annoiate o menefreghiste. Grazie!».


Redazione “Ordine e Libertà” - ogni venerdì nelle edicole



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