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Ddl Concorrenza, API: Ennesimo favore alle grandi imprese in danno delle piccole

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Articolo del: 01/08/2017 14:19:02

«In nome di una completa liberalizzazione del mercato elettrico viene smantellato un sistema che permetteva di contenere il prezzo dell’energia per le piccole imprese, facendole diventare automaticamente clienti di poche grandi imprese. Si perderà così il prezzo calmierato definito finora dall’Acquirente Unico SpA (società pubblica interamente partecipata dal Gestore dei Servizi Energetici SpA), con potenziali decisi aumenti che peseranno sulle pmi già svantaggiate nella competizione internazionale.


Per l’ennesima volta stiamo dunque assistendo all’azione di una classe politica che privilegia gli interessi delle grandi imprese. Peccato che il tessuto imprenditoriale italiano sia costituito per oltre il 99% da piccole e medie imprese che per anni, nonostante la crisi, hanno garantito l’occupazione, la tenuta sociale e fatto apprezzare il made in Italy nel mondo».


Così Paolo Galassi, presidente di A.P.I., l’associazione delle piccole e medie industrie che conta in Lombardia 2.500 associate, è intervenuto in merito al testo del Ddl Concorrenza: «La nostra associazione è già attiva da 17 anni nel supportare le pmi associate a districarsi nel labirinto del settore energetico, attraverso i Gruppi d’Acquisto delle proprie realtà dedicate - spiega Galassi -  che dall’avvio della liberalizzazione dei mercati energetici hanno assicurato alle imprese aderenti un risparmio di circa 48 milioni di euro (stima complessiva rispetto ai parametri annuali di riferimento dei relativi mercati, su un acquisto di oltre 4 miliardi di kilowattora di energia elettrica e oltre 240 milioni di metri cubi di gas naturale)».


Dove sta, adesso l’inghippo? «Per garantire la tutela delle imprese – continua Paolo Galassi – A.P.I. è scesa in campo aprendo i propri gruppi d’acquisto dell’energia alle aziende più piccole cosi che non debbano subire queste imposizioni, mantenendo anche per i piccoli consumatori industriali livelli di prezzo accettabili, non al livello del tipico mass market attuale. Daremo il via a una campagna di sensibilizzazione per comunicare alle piccole imprese che è possibile e deve essere fatta una scelta volontaria e attenta sul mercato libero per non perdere ulteriore competitività, dato lo svantaggio rispetto ai competitor europei che pagano molto meno energia elettrica e gas».


La conclusione del numero uno di Apindustria è un appello al sistema: «Si può veramente ripartire e parlare di ripresa, solamente se i proclami a sostegno delle pmi sono seguiti da azioni concrete e da una politica industriale ad hoc per la realtà imprenditoriale italiana. Non da provvedimenti che portano benefici esclusivamente alle solite poche grandi imprese».


Redazione "Ordine e Libertà" (ogni venerdì nelle edicole)



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