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Quando san Carlo pretese un maestro per i bambini poveri




Articolo del: 20/09/2017 10:24:30

Tra i documenti che man mano “riemergono” dall’archivio parrocchiale di Santa Maria Nuova grazie al riordino generale avviato da Franco Mauroner oltre un anno fa, i più antichi si riferiscono a san Carlo Borromeo. Il che non è una sorpresa, dato che fu proprio il celebre arcivescovo di Milano, poi diventato compatrono della diocesi ambrosiana, a elevare a parrocchia la chiesa abbiatense, con un decreto datato 2 aprile 1578. Otto anni prima aveva istituito proprio l’archivio che adesso si sta riorganizzando, come confermano le disposizioni dettate in seguito alla sua visita pastorale del 30 marzo 1570. Oltre alle numerose prescrizioni riguardanti gli edifici sacri, san Carlo ordinò alla comunità di mettere a disposizione un maestro di scuola che insegnasse gratuitamente a tutti i figli di quei genitori poveri che non potevano pagarsi l’istruzione. Meno “progressista” la disposizione in base alla quale, a norma dei Canoni del Consilio provinciale, si proibiva ai medici di curare gli ammalati che avessero rifiutato i Sacramenti.


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