Banner

SOS dai genitori del Corso Musicale dell'IC Palestro: «Salvate l'orchestra dei ragazzi che la nuova dirigente sta affossando in nome della corretta interpretazione della normativa!»




Articolo del: 04/10/2017 01:59:59

«Salvate la Scuola ad indirizzo Musicale e l’orchestra dei ragazzi della scuola media di Abbiategrasso!». Suona più o meno così la lettera inviata ieri al nostro giornale “Ordine e Libertà” per denunciare una situazione all’interno della scuola Carducci (IC Palestro) sulle quali poterci vedere  chiaro fino in fondo.


Sotto accusa, nella lettera a firma “I genitori del Corso Musicale dell’Istituto comprensivo Palestro”, c’è proprio la nuova dirigente che con l’inizio del nuovo anno scolastico ha preso servizio alla “Carducci-Correnti” andando a sostituire il predecessore, Vittorio Ciocca, ovvero la dottoressa Stefania Avino, insegnante che abita ad Abbiategrasso ormai da diversi anni. Per quale motivo?


«Mentre i ragazzi e i docenti della Terzani avranno la stessa organizzazione del passato e l’orchestra ‘Vivaldi’ continuerà ad avere spazi e tempi adeguati - scrivono i genitori nella loro lettera - in via Palestro la nuova dirigente ha cambiato le regole per renderle più vicino alla ‘corretta interpretazione’ della normativa, secondo la quale i ragazzi di seconda non possono provare i brani musicali insieme a quelli di terza».


Chiarito poi l’aspetto fondamentale dell’importanza e dell’utilità dell’orchestra giovanile come momento educativo e formativo e come risposta concreta e apprezzata al desiderio di ragazzi e genitori di vedere realizzata la propria aspirazione connessa alla scelta della scuola media ad indirizzo musicale, i genitori concludono il loro scritto con un toni comprensibilmente ironici e nostalgici: «In Abbiategrasso c’erano una volta… due Istituti scolastici in cui insegnanti, famiglie e ragazzi erano alleati, le esibizioni musicali degli allievi diventavano un appuntamento culturale partecipato da tutta la città, le amministrazioni comunali erano orgogliose dei risultati raggiunti da entrambe le scuole…».


C’erano una volta, perché adesso ne è rimasto in pratica uno soltanto. Cosa che induce i genitori dell’altro (l’Istituto Palestro, per l’appunto) a concludere ponendo qualche domanda che - scrivono gli stessi genitori - deve trovare una risposta pubblica: «Perché ciò che è lecito in una metà della città non lo è più in via Palestro? Può una Dirigente Scolastica ignorare la storia del territorio in cui lavora (e vive) e ciò che l’autonomia scolastica le consentirebbe? Può un’amministrazione comunale perdere un simile patrimonio, un simile ‘investimento’ sui suoi ragazzi?». Alla dottoressa Avino e al sindaco di Abbiategrasso l’invito a dare risposta all’implicito appello.


Marco Aziani (“Ordine e Libertà”) - servizio sull’edizione da venerdì 6 ottobre nelle edicole 



Loggati al sito per poter commentare l'articolo

Webmaster Alessandro Russo E-Mail:webmaster@russoalessandro.net
www.russoalessandro.net