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Tutti i numeri di Fabio, da 13 anni impegnato nella singolare raccolta di offerte che trasforma in cuscini anti-decubito per il Golgi e per l'Hospice. «E sono già 119!»




Articolo del: 05/10/2017 00:52:02

Fabio Crotti è uno. Un solo uomo. Un uomo particolare, speciale. Ma uno. Capace però, da solo, di fare tanto di quel bene che a molti di noi capita, anche tutti insieme, di non riuscire a compiere. Fabio Crotti è unico. Certo, si potrebbe obiettare che tutti quanti lo siamo, unici e irripetibili. È vero. E tuttavia si sa anche che vi sono alcuni che sono… più unici degli altri. E non sono affatto i maiali di Orwell. 


Fabio è, al tempo stesso, quello che si dice «un numero». Anzi, «un bel numero». Ed è tutta fondata sui numeri la notizia che lo riguarda. È lui a snocciolarli incontrandoti per strada, giustamente felice e orgoglioso (ma senza perdere in semplicità e umiltà) per quelli che ha raggiunto, ogni volta spostando il nuovo traguardo un po’ più in là, mai pago nella sua singolare gara di solidarietà e di carità cristiana.


I numeri. Il più interessante, in questo momento, è 119. Tanti sono, ad oggi, i cuscini antidecubito che Fabio ha donato ai bisognosi, di propria iniziativa, un po’ destinando offerte che dice di aver messo insieme vincendo al Lotto (gioco basato sui numeri, del quale è un vero appassionato e nel quale gli riesce spesso di essere baciato dalla fortuna), e un bel po’ raccogliendo offerte tra amici e conoscenti in cambio di copie dei famosi “libretti” contenenti suoi scritti, ricordi, poesie dedicati ad amici che non ci sono più o a situazioni che stimolano la sua fantasia e le sue emozioni. 


Il numero 119 ha due sotto-numeri, per così dire: va cioè scomposto in 105 (i cuscini che Fabio ha donato all’Istituto Golgi di Abbiategrasso) e 14 (quelli che ha invece messo a disposizione dell’Hospice di via dei Mille). Ma ha anche una prospettiva: «Per Natale - spiega Fabio - ne donerò ancora due all’Istituto Golgi, dove so che ne hanno sempre tanto bisogno. Così arrivo a quota 121!».


Un altro numero d’obbligo è quello corrispondente alla data d’inizio di questa incredibile e perlomeno inconsueta avventura: 2004. Che se ne trascina dietro immediatamente un altro, in proporzione molto più grosso per il suo valore (è proprio il caso di dire) intrinseco: 1750. Un numero che Fabio si ricorda molto bene: «Fu il prezzo che dovetti sostenere la primissima volta che riuscii a donare dei cuscini antidecubito alla Pia Casa - ricorda Crotti - Precisamente tre. Sì, avete capito bene: quasi 600 euro l’uno (ed ecco un alto numero…).


Dunque in 13 anni (dal 2004 ad oggi) Fabio ha donato alle strutture che ne hanno poi avuto bisogno la bellezza di 119 cuscini antidecubito (in media, più di 9 all’anno). Per un valore, tenuto conto del passare degli anni e del cambiamento del costo della vita a tutti i livelli, che potrebbe attestarsi comodamente sui ventimila euro o forse più. 


Numeri per numeri, infatti, vanno aggiunti il 250 (costo medio in euro di un singolo cuscino antidecubito intorno all’anno 2010, poi gradualmente sceso di anno in anno fino agli attuali 45 - euro - eccolo qui un altro numero!) «che però per me che ne acquisto tanti ogni mese - spiega Fabio- è anche più basso…». Ai quali sovrapporre, in conclusione, quelli relativi ai suoi dati anagrafici: ha 51 anni compiuti - come tiene a precisare il diretto interessato che ti spiattella in faccia la fatidica data - essendo nato «il 29/5/66!».


Non c’è altro da aggiungere, per i momento, a proposito di Fabio Crotti, personaggio unico nel suo genere che da solo riesce a fare quello che molte persone insieme non sono capaci di realizzare tutte insieme. Se non ribadire che Fabio Crotti, che si raccomanda tanto di ringraziare pubblicamente a nome suo tutti quelli che in questi anni l’hanno aiutato a realizzare la sua “missione speciale”, è appunto “uno”. E - come recitava un celebre spot pubblicitario per parlare dell’auto Fiat più amata dagli italiani sul finire degli Anni Ottanta - «tutto il resto è relativo».


Marco Aziani (“Ordine e Libertà”) - ogni venerdì nelle edicole



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