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Sospesa la pubblicazione della variante al PGT anti centro commerciale: Officina del Territorio e Pd all'attacco della delibera della giunta Nai




Articolo del: 15/11/2017 01:43:56

Lo scorso 2 novembre la giunta municipale di Abbiategrasso, in una seduta che vide l’assenza di due dei suoi membri (precisamente gli assessori Cristina Cattaneo e Marco Mercanti, entrambi in quota Lega Nord), ha deliberato di «esprimere specifico atto di indirizzo per la sospensione temporanea delle attività disposte dall’articolo 13 della Legge Regionale 12/2005 finalizzate alla pubblicazione della variante al Piano di Governo del Territorio approvata con deliberazione del Consiglio comunale del 21 aprile 2017, al fine di poter condire un’attenta verifica delle scelte e dei contenuti della stessa». Nella stessa sede, la giunta Nai ha deciso di riservare al Consiglio comunale, nella prossima seduta utile, l’esame di eventuale preposta di deliberazione di revoca degli atti della medesima variante al Pgt».


Tradotto, se non fosse chiaro: la nuova giunta (insediata a luglio 2017) sta per affossare la variante al Pgt relativa all’ambito ATS2 con la quale la giunta precedente (sindaco Arrara e assessore Giovanni Brusati in testa) ha cercato in tutti i modi di scongiurare la prospettiva della cementificazione dell’area di viale Paolo VI a ridosso dell’ex convento dell’Annunciata e in particolare di impedire che potesse venirvi realizzato un centro commerciale che potenzialmente, secondo i progetti presentati dalla società Essedue, proprietaria di buona parte di quei terreni, avrebbe potuto occupare qualcosa come 15 mila metri quadrati di area oggi non edificata.


Le reazioni della politica si sono fatte attendere per quasi due settimane, ma adesso si fanno sentire. Il Partito Democratico di Abbiategrasso ha infatti convocato proprio per oggi, mercoledì 15 novembre, una conferenza stampa nella quale esprimere il proprio dissenso per la delibera in questione e fare il punto della situazione.  


Dal canto suo rialza invece la testa e la voce la compagine Officina del Territorio, che alle ultime elezioni di giugno non si era implicata in alcun modo nella campagna elettorale, non presentando la sua lista e non schierandosi ufficialmente con nessuno dei candidati sindaci. 


«Qualcuno l'aveva definita e derubricata solo come un'operazione di “finto ecologismo” - scrivono ora quelli dell’Officina nel comunicato stampa inviato ieri ai giornali - eppure l'approvazione e l'adozione della revisione del PGT sono stati l'atto politico più qualificante e importante della scorsa amministrazione. Una revisione che poneva un freno al precedente devastante Pgt di Albetti che prevedeva una colata di cemento impressionante, con mega centro commerciale annesso e connesso».


Officina del Territorio ricorda poi che «non a caso questa revisione era stata ferocemente attaccata sui giornali e nei tribunali da immobiliaristi e proprietari terrieri senza scrupoli, fino ad arrivare a denunce personali verso assessori e funzionari comunali. Anche in consiglio comunale la destra aveva avversato e cercato di bloccare in ogni modo l'approvazione di questo atto».


Con ripercussioni pesanti anche all’interno della vecchia maggioranza: «Da ricordare - fa presente l’Officina nella sua nota - come questa operazione avesse comportato la definitiva deflagrazione dell'allora maggioranza Pd-liste civiche (Ceretti&Fossati) ed era stato quindi decisivo il sofferto voto dei nostri due consiglieri per far approvare questa revisione. Come avevamo più volte detto e scritto questa non era il nostro PGT ideale ma rappresentava un deciso passo in avanti, con la diminuzione delle aree edificabili a beneficio di aree che ritornavano agricole, con anche ampi settori del nostro territorio che tornavano sotto il pieno controllo del Parco del Ticino e la scomparsa dall'orizzonte del mega centro commerciale».


Ed ora, secondo l’analisi del gruppo politico che nacque dalla rottura di gran parte delle “coccinelle” della prima ora con l’ormai loro ex leader, Domenico Finiguerra, rimasto alla guida del gruppo Cambiamo Abbiategrasso che i fondatori dell’Officina avevano invece abbandonato in massa,  «guarda caso il primo atto di rilievo della nuova maggioranza di centro destra è stato quello di bloccare la pubblicazione della revisione regolarmente e democraticamente approvata dallo scorso consiglio comunale. Un atto quantomeno discutibile, che giudichiamo profondamente antidemocratico e che è anche un cospicuo spreco di soldi pubblici spesi per tutta la complessa procedura che aveva portato alla revisione del PGT, procedura di partecipazione che aveva coinvolto, specialmente all'inizio, tanti cittadini in tavoli aperti e tematici che avevano scaturito diverse idee e proposte».


Con un’ultima considerazione che lascia aperte una serie di questioni: «Certo lascia anche tanti dubbi e tante domande senza risposte - scrivono in conclusione i responsabili dell’Officina -  il perché del ritardo della pubblicazione definitiva di questa revisione. Di chi è la colpa? Della burocrazia? O peggio dell'inettitudine o dell'interessato dolo di qualcuno? Sarebbe interessante anche giornalisticamente ricostruire con precisione la triste vicenda. Ora in ogni caso ad esultare sono solo i palazzinari, gli immobiliaristi senza scrupoli e coloro che pensano ancora che lo “sviluppo” sia fatto di cemento e asfalto. Noi speriamo che in consiglio comunale il tutto non passi sotto traccia e che l’argomento sappia muovere trasversalmente le coscienze (non tacitate da incarichi compensativi, magari in bistrattate municipalizzate). Che la città sappia risvegliarsi e abbia la forza di riprendere in mano il proprio futuro. Che, tra i risotti di Abbiategusto e le luci natalizie, i cittadini ritrovino la voglia di far sentire la propria voce».


Marco Aziani (“Ordine e Libertà”) - servizio sull’edizione da venerdì 17 novembre nelle edicole


 



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