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Nai alla Cena dell'Orsa Maggiore con gli chef stellati pro Anffas: «Buon successo dell'Abbiategusto, vanto della città, non di una parte»

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Articolo del: 27/11/2017 04:15:33

Tutti gratis. Hanno lavorato per beneficenza ieri sera, domenica 26 novembre, tutti i soggetti coinvolti con un ruolo da protagonisti o da comprimari nella Cena dell’Orsa Maggiore, quella con gli chef stellato che complessivamente hanno totalizzato in carriera ben 7 stelle Michelin e che nell’occasione hanno prestato servizio (è proprio il caso di dirlo) all’ex convento dell’Annunciata ritornato ad essere il luogo dell’evento conclusivo di Abbiategusto,
Lo è stato davvero, un evento, al di là delle portate deliziose preparate nell’ordine da Claudio Sadler (lo storione), da Anna Leone dello staff di Oreste Corradi del Vecchio Mulino di Certosa di Pavia (il risotto alla Vogherese), da Ezio Santin, ex patron dell’Antica Osteria de Ponte di Cassinetta di Lugagnano (il secreto, parte nobile del maiale nero), e da Enrico Gerli (il dolce dei Castagni dedicato alle castagne 2017).
Un evento che ha visto esibirsi per tutto l’arco della serata due favolose pianiste Antonietta Incardona e Simona Russo in un vero concerto a quattro mani ed anche, di tanto in tanto, un tenore e una soprano che accompagnati da un’altra pianista hanno rispolverato per il pubblico arie popolari di opera alternate a grandi successi che hanno fatto la storia della musica melodica italiana.
Il sindaco Cesare Nai, nel dare il suo saluto di benvenuto agli oltre 160 commensali e nel ringraziare gli chef e il personale impegnati nell’allestimento della cena, ha voluto rimarcare che «l’Abbiategusto è un valore per la città di Abbiategrasso e non deve in alcun modo essere pensato come manifestazione che appartenga ad una parte politica né ad un’amministrazione piuttosto che ad un’altra» ed ha condiviso l’auspicio, espresso nel corso della serata, che per le prossime edizioni ci si muova con il largo anticipo che le circostanze richiedono per far crescere questa fiera attorno alla quale rimane ancora tanto da fare.
L’edizione di Abbiategusto che si è conclusa ieri ha avuto indubbiamente anche dei limiti, essenzialmente dovuti alle ristrettezze del budget messo a disposizione dal Comune per la sua realizzazione nonché al grave ritardo con il quale sono stati assegnati gli incarichi organizzativi determinato in primis dall’elezione della nuova amministrazione comunale divenuta operativa solo a metà luglio ed in seconda battuta dal mancato accordo, per l’organizzazione generale, con l’associazione Maestro Martino di Carlo Cracco, sfumato a settembre inoltrato, dopo che i suoi rappresentanti avevano partecipato a diverse riunioni con l’intenzione di coinvolgersi pienamente nell’edizione 2017.
Un’edizione che tuttavia ha presentato elementi di novità significativi che costituiscono altrettante indicazioni per il futuro: un più massiccio coinvolgimento dei negozi ed esercizi pubblici della città, l’attivo impegno di oltre venti ristoranti di Abbiategrasso e circondario nel promuovere un menu mirato pensato proprio per il weekend della kermesse, l’introduzione nel programma di momenti formativi e culturali di alto livello come il convegno all’Annunciata a cura dell’Università degli Studi di Milano e la conferenza alla Fondazione Golgi-Cenci su salute e benessere attraverso l’alimentazione ed il gusto, la valorizzazione della cultura vegetariana, vegana e macrobiotica attraverso la presenza in fiera di uno stand dedicato con operatori abbiatensi, la splendida iniziativa della biblioteca civica Romeo Bambilla dal titolo “Non di solo pane” per educare adulti e bambini a “nutrire la mente” e a gustare la lettura di libri di ogni epoca nelle cui pagine quasi sempre si ritrovano peraltro riferimenti a pietanze, piatti, ricette divenuti i questo caso oggetto di una mostra allestita con grande buon gusto, e ancora la novità, molto apprezzata da chi ne ha voluto approfittare, dell’Autobus del Gusto (detto Ci-Bus) che ha portato un centinaio di turisti in visite guidate all’Annunciata, al Castello, alla chiesa di San Rocco e a Palazzo Stampa con l’immancabile finale goloso a Castelletto appunto, presso la Premiata Posteria Invernizzi. 
Non resta che voltare pagina e iniziare da subito a pensare all’edizione 2018. È l’auspicio espresso, tra gli altri, da Andrea Besuschio, numero due in Italia tra i pasticceri ma paradossalmente “sparito” quest’anno dalla manifestazione: «Lo diciamo da molti anni - ha ribadito, interpellato sulla sua mancata partecipazione - ma purtroppo le cose finiscono sempre per essere realizzate di corsa e dunque in un certo senso improvvisate. Invece ci sarebbero tante possibilità per far crescere in modo deciso e definitivo questa fiera nazionale per vederla progredire di anno in anno come meriterebbe». Parole pronunciate senza alcuna polemica o malizia, che devo suonare come un invito in linea con quanto affermato dal sindaco Cesare Nai: l’Abbiategusto non è di chi, dovendo amministrare la città, si trova a dover di volta in volta provvedere alla sua organizzazione, ma è della città e occorre pertanto che gli vengano date gambe per camminare da solo, o meglio ancora per correre verso orizzonti futuri.
Marco Aziani (“Ordine e Libertà”) - servizio sull’edizione da venerdì 1 dicembre nelle edicole



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