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Prina (Pd) con gli agricoltori e contro la "tangenziale": «La soluzione? Tre circonvallazioni e il raddoppio della ferrovia»

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Articolo del: 12/12/2017 19:24:30

Non una "tangenziale" che rischia di essere una «cattedrale nel deserto», bensì «tre circonvallazioni per tre comunità». Parole di Francesco Prina. Ci sarà anche lui, l’onorevole del Partito Democratico ed ex sindaco di Corbetta eletto nel nostro territorio, giovedì alla Conferenza dei Servizi convocata al Ministero delle Infrastrtutture per giungere a una decisione definitiva sul futuro della Vigevano-Malpensa. Lo ha annunciato lui stesso con una nota stampa inviata poco fa alle redazioni dei giornali: ci andrà «per seguire l’iter istituzionale sull’opera». 


Ma intanto Prina si schiera apertamente con gli agricoltori  dell’Abbiatense-Magentino che questa mattina hanno manifestato ad Albairate contro la “tangenziale” ed ai quali aveva portato la sua solidarietà: «La coscienza ecologica ed ambientale di chi vive questo territorio non può essere insensibile alle preoccupazioni degli agricoltori, le vere sentinelle del suolo agricolo che la legislazione definisce “bene comune” e sempre in pericolo di essere consumato dalla bramosia dell’homo faber», scrive l’onorevole Prina, che si chiede di seguito: «Come si può d’altra parte essere insensibili ai bisogni endogeni delle comunità che qui risiedono, lavorano e si muovono su questo pregevole territorio dei Navigli ed ancora molto bello dal punto di vista paesaggistico?».


E dopo aver osservato che da troppo tempo le Istituzioni cercano tra queste due esigenze una mediazione che tarda a farsi largo ed avere aggiunto che occorre agire «senza altri alibi ed obiettivi di grandi opere che poi rimangono sottoutilizzate e sul gobbo della finanza pubblica, come la Brebemi e la Pedemontana», ritorna alla sua non certo nuova proposta: «Occorre realizzare tre circonvallazioni di tre comunità: Pontenuovo di Magenta, Robecco sul Naviglio ed Abbiategrasso. Tre opere che insieme ad una riqualificazione della viabilità esistente, porterebbero fuori dai centri abitati l’attuale traffico di passaggio e non di ingresso nelle comunità menzionate, con un costo molto ridimensionato per la finanza pubblica, e con un relativo consumo di suolo per delle infrastrutture che darebbero un perimetro di definizione preciso tra ciò che è urbano e ciò che è campagna».


Con un’attenzione specifica, di conseguenza, anche per la famigerata linea ferroviaria che attraversa questi territori: «In questo modo - conclude Prina - il risparmio milionario si potrà investire sul completamento del raddoppio ferroviario Milano-Mortara e sul suo efficientamento necessario ed irrinviabile per una mobilità verso Milano davvero efficiente e sostenibile!».


Marco Aziani (“Ordine e Libertà”) - servizio sull’edizione da venerdì 15 dicembre nelle edicole



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