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Pizzeria Caprera, c'era una volta o c'è ancora? «Vogliamo riaprire, ma prima ci sono questioni da sistemare»




Articolo del: 03/01/2018 09:46:52

C’era una volta o ci sarà ancora? La domanda rimbalza da un capo all’altro della città di Abbiategrasso e anche dalla sponda del Ticino più prossima ai nostri campanili a quelle dei Navigli che lambiscono il territorio circostante da Nord a Sud, a Est… Soggetto sottinteso, la Pizzeria Caprera, alla clientela più affezionata nota anche come “Il Terrone”, la cui attività dura dalla bellezza di 44 anni sempre negli stessi locali presi allora in affitto da papà Antonio e mamma Teresa e rimasti fino ad oggi un riferimento certo per chi volesse mangiare di gusto e in fretta in un ambiente spartano ma a suo modo tanto famigliare da risultare accogliente per chiunque (singoli, coppie, famiglie, varie compagnie di amici) e alla portata di tutte e tasche.


Fino a oggi, o meglio fino a qualche settimana fa. Ne sono trascorse ormai sei (giorno più giorno meno) dalla fatidica data della sua improvvisa e clamorosa chiusura, annunciata da un cartello affisso alla saracinesca abbassata che non dà alcuna spiegazione oltre la generica indicazione di ciò che è ovvio e viene oltretutto espresso con un termine improprio che suona involontariamente ironico: «Chiuso. Ci scusiamo per il disguido»…


Qualcuno ha invocato anche pubblicamente la riapertura lanciando una sorta di sos a nome dei consumatori e degli storici e abituali frequentatori («ridateci “il Terrone”!»); altri, immancabilmente, hanno ritenuto di esprimere sulle rispettive pagine Facebook e all’interno dei gruppi “divora tutto” le proprie versioni dei fatti e le proprie opinioni in merito alla situazione di stand by venutasi a determinare.


La domanda che sorge spontanea è dunque nell'aria ormai da tempo: si può sperare in una prossima apertura?  «È quello che spero anch’io - risponde Michele Grottoli, il maggiore dei cinque tra fratelli e sorelle impegnati nella gestione del locale, ringraziando per l’interessamento - e che penso siano in tanti a sperare anche ad Abbiategrasso e in zona. Solo che non è un’operazione banale e semplice da condurre in porto, altrimenti avremmo già provveduto…».


Ci tiene comunque a specificare che in questa anomala situazione non c'è nulla di definitivo e aggiunge, di fonte alla nostra insistenza nel fargli presente che, appunto, sono tante le persone che "fanno il tifo" per una pronta riapertura della pizzeria: «Anche a me interessa eccome ripartire e riaprire al più presto, ma prima le cose vanno sistemate, altrimenti tra qualche tempo rischiamo di ritrovarci ancora nelle stesse condizioni».


Marco Aziani ("Ordine e Libertà") - servizio sull'edizione da venerdì 5 gennaio nelle edicole



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