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Francesco Carnaghi (Superpeppino), 60 anni di negozio e avanti ancora: l'eccezione che conferma la regola e un esempio da seguire

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Articolo del: 05/01/2018 07:23:55

Sessant’anni nello stesso negozio, in pieno centro, ad Abbiategrasso, precisamente in corso Italia, in faccia a “palazzo Castoldi”. Li ha trascorsi, dal 1957 al 2017 appena concluso, Francesco Carnaghi (per tutti “Peppino”, essendo “Superpeppino” il suo negozio di frutta e verdura, in omaggio al soprannome che gli fu affibbiato fin da bambino).


Non era più bambino in quel lontano 1957, ma giovane sì: aveva 25 anni, e con la sua Ester (la moglie, «che al compimento degli 80, tre anni fa - riferisce lui - non ha più voluto mettere piede in negozio») iniziò a fare l’ortolano, sempre mettendoci una grande passione e tutta la sua proverbiale verve che lo fa essere da sempre un campione di ironia e di bontà, capace degli scherzi più impensabili messi in atto per il gusto di una risata (sua o di qualcun altro in fondo poco importa) e al tempo stesso di commuoversi delle cose più semplici. 


È del 1959 l’attestato che con orgoglio conserva appeso in negozio a documentare il primo premio nel Concorso Vetrine dell’epoca. Dopo di allora ne ha conquistati una sfilza, ma gli basta conservare quello là, a imperitura memoria delle sue origini commerciali. 


«Gh’ho vottantacinq ann - dice Carnaghi, quasi scusandosi, nel suo dialetto genuino - e l’è sessant’ann che som chì, come fò a pensà de dismett? Se ma succedeva on quajcoss… Ma sto ben! E anca quand m’han miss i bypass e tuttcoss, dopo tri mées stevi ben, som vegnù chi e ho tirà su la clèr… Se dovevi fa? I me’ l’è vinticinq’ann che ma s’giunfien e ma disen de moccàlla… Ma dopo sessant’ann nel stess post, ‘me fò? L’è no facil!». (Per i non autoctoni sarà opportuno tradurre: «Ho 85 anni ed è 60 anni che sono qui, come posso pensare di smettere? Mi fosse capitato qualcosa… ma sto bene! E anche quando m’hanno messo i bypass al cuore e tutto il resto, dopo tre mesi stavo bene e son tornato ad alzare la saracinesca… Che cosa avrei ovulo fare? I miei famigliari è 25 anni che mi fanno la predica e mi dicono di darci un taglio… Ma dopo 60 anni nello stesso posto, come faccio? Non è facile!»).


Insomma, nessun addio alle armi (alias zuchètt, vérz, tomàtis e lattuga…) anche dopo il raggiungimento di una ricorrenza tanto rotonda e ambita. A meno che? «Che mi tocchi, alla mia età, rimettermi ancora ad andare all’ortomercato prima dell’alba… No, questo sarebbe impensabile. Ma se posso contare ancora sul supporto di chi, da grossista locale, mi ha sempre assicurato un certo tipo di merce, allora non ho motivo di non andare avanti ancora… l’è ona vita… e l’è la mia vita!». 


Soprattutto, vien da dire, quello di “Superpeppino” Francesco Carnaghi e della signora Ester che ha condiviso con lui giorno dopo giorno 57 di questi 60 anni di bottega e adesso preferisce per così dire godersi la più che meritata “pensione”, è un esempio straordinario di abnegazione e di resistenza a tutte le circostanze e le avversità, con il solo obiettivo di rendere nel migliore dei modi il proprio servizio alla clientela di ieri, di oggi e di sempre, senza lasciarsi travolgere dagli effetti della grande distribuzione. 


Un’eccezione, che conferma la regola ormai consolidata della girandola di attività commerciali che si susseguono e si rincorrono negli spazi ad hoc del bel centro storico di Abbiategrasso dalla cui valorizzazione e promozione passa un progetto di città capace di costruire il suo futuro attingendo al suo passato: grazie, Super “Peppino”!


Marco Aziani (“Ordine e Libertà”) - servizio sull’edizione da venerdì 5 gennaio nelle edicole



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