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I titolari di "Crema e Cioccolato" reclamano tavolini all'aperto, ma il Golgi li tartassa e per il Comune lo spazio non c'è...

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Articolo del: 05/01/2018 09:41:43

Nel panorama, piuttosto affollato, dei bar e dei locali pubblici di Abbiategrasso, la parola “cambiamento” è all’ordine del giorno. Ad esempio, tanto per stare su temi molto recenti e dunque di assoluta attualità, è cambiata la gestione di quello che da un paio d’anni era diventato (dal Barahona di prima) il “Derby Cafè” di corso San Martino, e con la gestione, a dirla tutta, è cambiato pure il nome: adesso si chiama “Al Cortile Cafè”.


Che cosa è cambiato, invece, oltre alla gestione (ormai dall’estate scorsa) e al nome (da “Caffè del Corso” a “Crema e Cioccolato”) al civico 39 dello stesso corso San Martino? Purtroppo per i giovani e coraggiosi e volenterosi gestori, la prima cosa a non essere stata più la stessa è stata la disponibilità dello spazio per tavolini e sedie nell’antistante piazzetta Santa Chiara, sul lato opposto del corso, a ridosso dell’Istituto Golgi. 


Motivo? Una richiesta di “affitto” dell’area che secondo gli attuali gestori dell’attività è assolutamente esosa e inarrivabile e che viene richiesta non dal Comune, bensì dall’ente Golgi-Redaelli che ne detiene la proprietà, trattandosi di un’area nelle pertinenze degli edifici dell’Istituto e in particolare della cosiddetta “palazzina Alzheimer”. 


«Impossibile far fronte a un costo del genere - specifica il titolare di “Crema e Cioccolato” - ma è un vero peccato, perché con la prospettiva della primavera e della bella stagione poter effettuare un servizio ai tavoli in quell’area di forte passaggio sarebbe di grande aiuto…». Quale alternativa, dunque? Provare ad imitare l’esperienza di tanti colleghi che uno spazio di visibilità e di ospitalità esterna al loro bar l’hanno comunque a disposizione.


Ma anche su questo fronte l’iniziativa di “Crema e Cioccolato” si è dovuta arenare, almeno per il momento: «Ci siamo interessati per poter avere dei tavolini esterni, qui sul marciapiedi davanti alle nostre vetrine - dicono ancora i titolari - ma dal Comune, e in particolare dalla Polizia locale, ci dicono che non è possibile perché non c’è lo spazio idoneo… A noi pare che in altre analoghe situazioni, come ad esempio in corso San Pietro, invece la soluzione sia stata trovata e dunque speriamo ancora che si possa arrivare ad un accordo che ci consenta di offrire alla nostra clientela un’opportunità in più e di lavorare meglio…».


Marco Aziani (“Ordine e Libertà”) - servizio sull’edizione da venerdì 12 gennaio nelle edicole



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