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Torna l'allarme rifiuti in via Fusè e dintorni: cattive abitudini e sospetti di traffici illeciti

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Articolo del: 08/01/2018 12:31:33

Una lotta impari. O se preferite una battaglia persa. È quella che si trovano ogni giorno a combattere i cosiddetti operatori ecologici in servizio ad Abbiategrasso in via Fusè, una delle strade dove sorgono i palazzoni dell’Aler con una concentrazione straordinaria di famiglie (una dozzina per ciascuna scala, per un totale che supera tranquillamente il centinaio).


Si tratta (come si può ben vedere dalla foto inviata in redazione da un residente) della lotta o della battaglia contro il conferimento dei rifiuti, le cui regole ufficiali vengono sistematicamente ignorate e violate dalla maggior parte dei residenti. Tra i quali però c’è anche chi lamenta, cosa che è stata già denunciata più volte anche in passato al nostro giornale, che l’ha reso noto pubblicamente, che ad abbandonare rifiuti nei dintorni di quelle case Aler siano spesso cittadini di passaggio che abitano altrove.


«È il classico cane che si morde la coda - dice un abitante di via Fusè che chiede di mantenere l’anonimato per paura di possibili ritorsioni - Qui c’è gente che abita in questi palazzi e che se ne frega dell’osservanza dei giorni nei quali gli operatori passano a ritirare i rifiuti, che invece vengono messi fuori quando capita. Di conseguenza ci sono altre persone che si sentono legittimate a passare di qui con i loro sacchetti, quando non addirittura con i loro furgoni, aumentando la catasta di pattumiera e rifiuti ingombranti che trasforma i vialetti e le aiuole dei nostri palazzi in discariche permanenti…».


C’è pure il sospetto che queste manovre avvengano con la “benedizione” e il favoreggiamento di qualche residente che riesce pure a farsi ricompensare da coloro che vengono, su suo consiglio e sicuri di passarla sempre liscia, a depositare negli spazi esterni del condominio il loro carico di rifiuti dei quali disfarsi senza il “disturbo” di dover andare all’ecocentro di Mendosio, soprattutto in quanto impossibilitati perché residenti fuori Abbiategrasso. 


«È un problema non solo di decoro - ribadisce l’autore della fotografia e di questa ennesima “denuncia” di una situazione che rischia di essere fuori controllo - ma anche di igiene e quindi di salute: se non altro, che questi palazzi vengano riforniti di un maggior numero di contenitori più grandi, in modo che al fenomeno si possa far fronte almeno in parte!». Ma, come si vede dalla foto che lo stesso cittadino ci ha inviato, tra carrelli della spesa sottratti a qualche supermercato e ormai fuori uso, pezzi di mobili, materassi e simili, c’è poco da sperare di risolvere qualcosa con contenitori più capienti: sono le brutte abitudini la sola cosa da cambiare davvero.


Marco Aziani (“Ordine e Libertà”) - servizio sull’edizione da venerdì 12 gennaio nelle edicole



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