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Shoppers, da Brunella Agnelli (Ascom) istruzioni per l'uso. E al punto vendita della Fraschina una scoperta...




Articolo del: 12/01/2018 10:37:11

“Ma i sacchetti dobbiamo farli pagare?” E' la domanda tormentone che Brunella Agnelli, segretario dell'Associazione commercianti di Abbiategrasso, si sta sentendo rivolgere da parecchi dei suoi associati, dopo l'entrata in vigore della normativa voluta per disincentivare l'uso dei sacchetti di plastica.


«La risposta è sì – spiega la Agnelli – ma nella normativa non è stato indicato il costo. Facendo un giro ho visto che in media i commercianti li vendono a 2 centesimi l'uno, ma si trovano anche a 10 centesimi. Il consumatore dal canto suo non è obbligato a prenderla, attenzione però agli acquisti di frutta e verdura. 


In questo caso infatti i prodotti devono necessariamente essere imbustati in appositi sacchetti (quelli biodegradabili che la normativa ha introdotto a pagamento), se invece il cliente preferisce portarsi il sacchetto da casa quest'ultimo deve essere sterile, monouso e adatto al contenimento degli alimenti. In quest'ultimo caso poi il commerciante ha diritto a verificare l'idoneità dello stesso. Su tutti gli altri articoli invece via libera agli shoppers in tela o ai vecchi sacchetti assolutamente riutilizzabili».


Chi l’ha detto, però, che solo quelli che si trovano nei supermercati, di cui siamo soliti rifornirci a strappo, semitrasparenti e di un materiale vagamente simile alla plastica siano effettivamente biodegradabili? A proposito proprio di frutta e verdura, una piccola scoperta l’abbiamo fatta poco fa al punto vendita di Cascina Fraschina, nel centro di Abbiategrasso, dove da sempre la merce viene collocata in sacchetti di carta simili per intenderci a quelli del pane (nella foto), ma molto più fragili, i quali sono tuttora in uso: come mai?


«Facile - risponde l’addetta alla vendita - perché sono anch’essi biodegradabili. Dunque li utilizziamo regolarmente e in genere i nostri clienti arrivano con una loro borsa a piacere, dentro la quale vengono collocati i sacchetti, che abbiamo sempre fornito gratis. Se invece il cliente ne necessita, abbiamo anche gli shoppers che facciamo pagare esattamente quanto li paghiamo noi alla Metro, dove ci riforniamo. Ma che in prospettiva vorremmo eliminare: molto meglio che ciascuno venga con la sua capiente borsa dove mettere frutta e verdura nei sacchetti di sempre!».


Redazione “Ordine e Libertà” - servizio sull’edizione da venerdì 12 gennaio nelle edicole



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