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Da Roth al film di Olmi, a teatro con Pastori e Zerbin: domenica all'Annunciata "Storia di Andrea, il Santo Bevitore"

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Articolo del: 13/01/2018 10:25:44

Va in scena domani sera, domenica 14 gennaio, all’Annunciata di Abbiategrasso, con inizio alle 21.15, lo spettacolo teatrale dal titolo “Storia di Andrea, il Santo Bevitore”, liberamente ispirato al Racconto di Joseph Roth, con gli attori Carlo Pastori e Marino Zerbin, con ingresso libero. La proposta viene dagli Amici del Centro Culturale Shalom di Abbiategrasso.


È la storia di un miracolo. Tra inaspettate donazioni di denaro, notti passate nelle osterie e promesse di restituzione di soldi mai mantenute se non alla fine del racconto, è di un miracolo che tratta “La leggenda del santo bevitore”. «Perché a nulla si abituano gli uomini più facilmente che ai miracoli, se si sono ripetuti una, due, tre volte. Sì! La natura degli uomini è tale che vanno subito in collera se non capita loro di continuo tutto quanto sembra aver loro promesso un destino casuale e passeggero. Così sono gli uomini… e che altro potremmo aspettarci da Andrea? Trascorse perciò il resto della giornata in diverse taverne, e si adattò all’idea che il tempo dei miracoli da lui vissuto fosse passato, passato per sempre, e che ora fossero cominciati di nuovo i suoi vecchi tempi».


L’allestimento mette in scena, in forma di racconto teatrale con canzoni, la storia di Andrea, barbone parigino toccato dalla Grazia di un Incontro con un benefattore che, a patto che la somma venga restituita alla piccola Santa Teresa nella chiesa di Santa Maria di Batignolles, gli offre una somma in denaro di cui poter disporre liberamente.


La vicenda di Andrea si trasferisce, nell’allestimento teatrale, da Parigi a Milano. La Senna è quindi sostituita dai Navigli, i bistrot parigini dalle antiche osterie milanesi, la chiesa di Santa Maria di Batignolles dall’Abbazia di Chiaravalle, alle porte di Milano, che per le due settimane in cui si svolge la vicenda ospita le spoglie di Santa Teresa di Lisieux in uno dei suoi tanti viaggi in Europa. È lì che la piccola Teresa aspetta Andrea. Ed è lì che Andrea arriverà, per saldare, alla fine, il suo debito. Un debito è un debito. E solo i gentiluomini, barboni, contadini o musicanti che siano, sono in grado di trasformare un debito da evento negativo a impulso nuovo e vitale da cui trarre beneficio e dignità.


«Conceda Dio a tutti noi, a noi bevitori, una morte così lieve e bella»!. Lo spettacolo alterna momenti di narrazione a finestre musicali che si aprono su cortili, alberghi decadenti, osterie e ritrovi fumosi, raccontando contemporaneamente la storia di Andrea, il barbone, e di una Milano piovosa e inospitale, soprattutto nei confronti di chi è costretto a vivere di elemosina per tirare avanti.


Redazione "Ordine e Libertà" - ogni venerdì nelle edicole



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