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Accademia dell'Annunciata: venerdì 26 gennaio terzo appuntamento de “Il Regno di Rucken”

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Articolo del: 16/01/2018 12:20:52

Venerdì 26 gennaio si terrà nei sotterranei del Castello Visconteo di Abbiategrasso il terzo concerto dei sette previsti per la stagione concertistica abbiatense dell'Accademia dell'Annunciata: “Il Regno di Rucken”. Questo il titolo della rassegna musicale che sceglie come filo conduttore appunto "Rucken", un nome di fantasia che evoca il viaggio di un “piccolo/grande” musicista del ‘700, Mozart, che spinge fisicamente se stesso, non proprio volontariamente, e la propria fantasia, più naturalmente, verso sentieri e percorsi sia materiali che introspettivi. Il viaggio del “giovane” Rucken è quindi un percorso temporale e contemporaneamente atemporale, che si snoda a cavallo tra due secoli di musica, e che porta il pubblico anche in un viaggio "fisico" tra le diverse location previste per ogni concerto.


La maggior parte delle composizioni eseguite in questo concerto prendono spunto dalla pratica del "Basso ostinato", ossia da variazioni spesso di carattere ossessivo su una semplice melodia affidata alla parte del basso e ripetuta innumerevoli volte. Mirabili sono composizioni come il "Canone di Pachelbel" la "Passacaglia" di J.S. Bach, quella di Hendel, eseguita questa sera e utilizzata in molte pubblicità televisive. Il concerto Grosso di Corelli appropriato al Cembalo da Thoma Billington è un esempio di come la pratica della trascrizione di brani orchestrali per uno strumento a tastiera fosse una normale esigenza soprattutto nei salotti della nobiltà, dove non era possibile avere la disponibilità di un ensemble strumentale, che in questo caso veniva egregiamente sostituito da un solo strumento: l'organo o il clavicembalo. A seguire un brano di uno dei più importanti autori del periodo Barocco tedesco: il Praeludium in Sol minore di Buxtehude. La ricchezza delle sue opere lo porta a essere il massimo compositore tedesco nella generazione fra Schutz e J.S. Bach. Questa composizione è una tavolozza ricca di tutti i colori, espressione del cosidetto "Stylus fantasticus" tipico della sua opera.


Chiudono il concerto tre Sonate di Domenico Scarlatti. Le 555 sonate, di cui poche furono pubblicate durante la vita di Scarlatti, furono stampate in modo non sistematico nei due secoli e mezzo successivi. Scarlatti ha, tuttavia, attirato ammiratori di rilievo, tra cui Fryderyk Chopin, Johannes Brahms, Béla Bartók, Dmitri Shostakovich, Vladimir Horovitz e Marc-André Hamelin.


Michele Ferrari ( Ordine e Libertà)



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