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La magia del viaggio della vita nei sotterranei del Castello: grande successo per l'Avanti Tutta di Favolafolle e Pane e Mate

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Articolo del: 22/01/2018 13:04:33

Tecla è uno dei luoghi dell’opera di Italo Calvino “Le Città Invisibili”. Un nome dalla straordinaria potenza evocativa, che significa “meravigliosa” rilucente” e che, nella sua accezione di vocabolo derivante da greco “Teoclea” può anche essere interpretato con il significato di “dea illustre” e perfino di “gloria di Dio”.


A partecipare attivamente alla costruzione della città di Tecla sono stati invitati, nella scorsa settimana e nell’ultimo weekend, spettatori di ogni età, o per meglio dire visitatori, della prodigiosa installazione dal titolo “Avanti tutta” allestita nei sotterranei del Castello Visconteo di Abbiategrasso dagli attori della compagnia teatrale “Favolafolle” di Gaggiano in collaborazione con lo staff dei Pane e Mate di Fallavecchia, frazione di Morimondo di origini longobarde raccolta in una gigantesca corte con cascina, osteria, chiesa, botteghe, case e, appunto, teatro, cinta da alte mura e affacciata sulla vallata del Ticino.


Un invito accolto con eccezionale adesione: le scolaresche su prenotazione dal lunedì al venerdì e gli adulti (ma ancora anche tanti bambini con i loro genitori) durante le giornate di sabato e domenica hanno assicurato un flusso continuo di visite, in gruppi al massimo di 25 elementi, addentrandosi nel magico labirinto che ha ottimamente proposto il tema del viaggio della vita e del rapporto con la realtà e con i sogni e i desideri.


Attraverso una prima gabbia, da superare con passaggi obbligati e movimenti accorti, si accede alla sala della danzatrice che coltiva desideri ma li rinchiude gelosamente nelle sue valigie per non farli scappare e svanire: «Se i desideri diventano realtà - svela tra passi di danza e rimestar di sabbia - smettono di essere belli, si spengono, vi lasciano delusi e tristi…». Ci pensa il narratore, che è poi la guida dei visitatori attraverso le sezioni dell’installazione, a confutare tale teoria: «Vieni con me - le risponde prendendola per mano - vieni con noi, tu infatti dici così perché i tuoi desideri hai sempre cercato di realizzarli da sola, ma invece insieme dobbiamo andare avanti per vederli concretizzarsi davvero in tutta la loro bellezza».


Si passa così, attraverso una sorta di ragnatela gigante popolata di sonagli che diffondono il loro tintnnìo al transitare dei visitatori, in un’ampia sala con al centro tubi che il saggio, che accoglie il pubblico e domina la scena, fa risuonare colpendoli con ciondoli di gomma, e tutt’intorno una distesa di dischetti di legno ricavati da rami di alberi.  «A volte qualcun altro dice: continuate a costruire perché altrimenti tutto si sgretola, la città si rompe, tutto si polverizza… - ammonisce quel saggio - Io vi rispondo: non solo la città! Per questo bisogna costruire… palazzi, strade, cattedrali, anche teatri, costruire, costruire… Chiunque entra a Tecla deve costruire dalla sera alla mattina…».


Per la strada indicata dal saggio, i visitatori-viaggiatori compiono l’ultima tappa, verso l’uscita, stavolta senza ostacoli, liberi di procedere accolti da musici che diffondono le loro note e il loro canto. Ed ecco la guida riprendere il fllo del discorso: «Ricordatevi, Tecla è una città in continua costruzione, ha bisogno dei sogni di ognuno di voi per diventare sempre più grande, perché chi sogna costruisce e se costruisce Tecla diventa sempre più grande… Non c’è bisogno di venire fino a qua per trovare la vostra Tecla: basterà rimettersi in viaggio… Forse qualcuno di voi si crede un po’ troppo grande per continuare a sognare. Perfetto, faccia pure quello che vuole, distrugga la sua Tecla… Ma che nessuno si permetta di distruggere la Tecla di qualcun altro!».


Qualcosa di davvero speciale è andato in scena nei sotterranei del Castello di Abbiategrasso, di originale, unico e diverso. Teatro a chilometro zero che non ha nulla da invidiare a spettacoli del grande circuito milanese, dove non per niente i Pane e Mate sono già ben noti proprio per avervi presentato in passato alte analoghe installazioni, come “Il Cerchio dei Sogni” o “Nutrite l’anima” (che da sola qualche anno fa allo Studio Museo Francesco Messina di via San Sisto aveva fatto oltre diecimila spettatori). Un’idea e un allestimento che meriterebbero repliche future in questo spazio nel cuore della città di Abbiategrasso e magari anche in altri edifici di grande pregio, come l’Annunciata e Palazzo Stampa.


Marco Aziani (“Ordine e Libertà”) - servizio sull’edizione d venerdì 26 gennaio nelle edicole



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