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Stalking e bullismo, come prevenire? La ricetta della presidente del Tribunale di Pavia, Annamaria Gatto, e della vicepresidente onoraria della Procura di Milano, Monica Cavassa

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Articolo del: 22/01/2018 14:24:01

Parola d’ordine per prevenire fatti di violenza che possono minare la crescita, l’equilibrio e la serenità dei giovani, non avere paura di raccontare, non rinchiudersi nei propri problemi e, per quanto attiene le famiglie, non lasciare che i loro ragazzi si isolino e non smettere di osservarli facendo caso soprattutto a eventuali più o meno bruschi cambiamenti.


In margina al convegno su stalking e bullismo organizzato dall’associazione Orizzonti sabato mattina all’Istituto Bachelete di Abbiategrasso, abbiamo rivolto qualche domanda a due degli illustri relatori presenti: Annamaria Gatto, da circa tre anni presidente del Tribunale di Pavia, e Monica Cavassa, viceprocuratore onorario presso la Procura della Repubblica di Milano.


«La scorsa settimana sono stata sentita dalla Settima Commissione del Consiglio Superiore della Magistratura che sta lavorano per emanare delle linee guida per la gestione dei processi - ha spiegato la presidente Gatto (nella foto) - Io ho detto che le leggi ci sono, non siamo all’anno zero, ma i femminicidi, come vediamo, non si arrestano. Questa cosa che cosa vuol dire? Che bisogna investire molto di più in formazione e prevenzione».


In concreto, quali misure mettere in campo? «Potenziare la formazione degli operatori di giustizia - dice Gatto -  che però intervengono quando la frittata ormai è fatta: bisogna invece arrivare prima che si rompano le uova, e allora iniziative  come questa di questa mattina al al Bachelet di Abbiategrasso sono le uniche, perché chi è vittima del bullismo piuttosto che dello stalking tende a chiudersi, e invece bisogna innanzitutto lavorare per insegnare e far capire che il i spetto dell’altro è il cardine della convivenza civile, e poi per insegnare a chi avverte i primi segni di questi fenomeni di cui si ritrova vittima a parlare, e quindi dargli gli spazi ai quali rivolgersi e le persone che siano in grado di ascoltarlo in modo adeguato».


C’è anche un altro ingrediente che la presidente Gatto indica come di grande importanza nella ricetta di un’opera preventiva, sui reati di stalking e bullismo e che spesso sono l’anticamera dei più efferati delitti nei confronti delle donne o comunque in ambito familiare, che possa essere davvero efficace. «Favorire l’ingresso degli studenti nelle aule di udienza, perché capiscano che certi fatti gravi non sono affatto delle ragazzate, come tante volta si ha la percezione che gli stessi studenti ritengano… I giovani, vedendo persone magari poco più grandi di loro che sono dietro le sbarre per fatti sicuramente un po’ più gravi di quelli che compiono loro, ma per i quali il passo è breve, si rendono sempre più conto che occorre coscienza in quello che si fa e consapevolezza della gravità di certi comportamenti che costituiscono atti di prevaricazione delle libertà e d disprezzo della dignità delle altre persone».


Da parte sua Monica Cavassa, viceprocuratore onorario a Milano, ha quindi ribadito che la cosa più importante a scopo preventivo da insegnare ai giovani e giovanissimi è «non solarsi. I ragazzi - ha chiarito Cavassa - non devono avere mai paura di raccontare quello che succede. E le famiglie ascoltino i loro ragazzi, li osservino attentamente, il tempo è sempre poco ma non dimentichiamoci mai di osservarli per poterne cogliere tempestivamente i cambiamenti d’umore, di peso, di abitudini alimentari, l’isolarsi nelle proprie stanze, le modifiche nell’abbigliamento, nelle abitudini di vita, e così pure non abbiamo  mai paura di chiedere loro come stanno e quali sono le loro frequentazioni…


Marco Aziani ("Ordine e Libertà") - servizio nell'edizone da venerdì 26 gennaio nelle edicole



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