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Addio al Cavaliere che amava la Patria

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Articolo del: 26/01/2018 15:53:15

Martedì 23 gennaio, nella chiesa parrocchiale di Robecco, sono stati celebrati i funerali di Angelo Mantegazzini.


Novantacinque anni di vita, trascorsi nel suo paese natio, tra impegni famigliari e il lavoro; e tanto impegno sociale e civile. Era fabbro, abile artigiano e vero professionista nel suo settore, tanto da creare con il genero, Alvise Trombin, cresciuto alla sua scuola, un binomio artistico rilevante.


Insignito del cavalierato al merito della Repubblica Italiana nel giugno del 1996, il Cavalier Mantegazzini è stato meccanico motorista aviatore, assessore, giudice conciliatore. È stato a lungo, fino al 2010, orgoglioso presidente dell’Associazione Combattenti e Reduci di Robecco; poi ancora per qualche anno vice presidente.


Ha attraversato la vita con un sorriso sereno in viso, sospinto da un amore incondizionato per la comunità nella quale è nato e cresciuto, guidato dalla passione mai spenta per la Patria e il desiderio di raccontare alle nuove generazioni come e perché il popolo italiano ha lottato per ottenere libertà e democrazia.


Tanti, tantissimi concittadini lo ricordano con affetto. L’attuale presidente dell’associazione Combattenti e Reduci, Teresio Bighiani commenta: «Era come un fratello maggiore per me; mi ha sempre aiutato e sospinto, mi è stato accanto nella vita e nell’associazione». «Con la scomparsa di Angelo Mantegazzini Robecco perde uno dei suoi più antichi e solidi pilastri – aggiunge il sindaco Fortunata Barni- Angelo rimarrà nei nostri cuori quale esempio di sagacia e saggezza, senso civico  e amore incondizionato verso la ropria comunità. In famiglia ha saputo essere un padre esemplare, per sua sorella Bambina un possente baluardo».


L’ex sindaco Giuseppe Zanoni: «Abbiamo collaborato per creare tanti eventi, recuperare tanta memoria storica, in un confronto molto umano. Era vitale, altruista, affabile con tutti». Dario Tonetti, grande conoscitore della storia e cultura robecchese ricorda: «Abbiamo perso un uomo che ha lasciato il segno nella comunità per la serietà, la competenza, la lucidità di analisi. Un uomo da ascoltare perché di una saggezza enorme».


Luigi Cuomo del Centro Documentale dell'Esercito a Milano: «Aveva vissuto in prima persona gli anni della guerra, amava raccontarli per preservare il ricordo dell’accaduto a conoscenza e monito per le nuove generazioni. Ci ha aiutato nel nostro lavoro, per proporre e realizzare mostre sull’Esercito. Ne ricordo una interessantissima, allestita grazie a lui con il Generale Sergio Lepore».


Il 21 gennaio Angelo si è spento, un uomo minuto ma energico che, con i suoi occhi gentili aveva visto, e vissuto, le atrocità della guerra e aveva impresso nella carne il bisogno di giustizia per l’umanità.


Rimane la memoria del Cavalier Mantegazzini, fiero, con la sua fascia rigata bianca e azzurra, il suo amore per il tricolore, la sua presenza attiva, partecipe, commossa a tantissimi eventi commemorativi per dare giustizia e valore a chi aveva combattuto per la Patria. In noi lascia il ricordo di un uomo pacifico ma assertivo, che tanto amava parlare con i giovani per spronarli a comprendere la storia; ai suoi cari l’orgoglio di aver condiviso un pezzo di storia con lui, appassionato di libertà e di vita.


Paola Mazzullo


Nella foto il Cavalier Mantegazzini, con l’ex sindaco Giuseppe Zanoni e il prefetto Gian Valerio Lombardi, gli assessori Paola Mazzullo, Fabio Barenghi, Bruno Sciascia, al momento della consegna della Medaglia d’Argento al Valor Civile (conferita al comune di Robecco dal presidente Giorgio Napolitano il 14 febbraio 2008).


 


 



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