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Acrobazie su due ruote con Manuel Garavaglia di Robecco sul Naviglio

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Articolo del: 26/01/2018 16:18:42

Manuel ha vent’anni, è appassionato di bicicletta. Ma di una bici particolare: la bmx .


«La passione per il trial è nata per caso nel 2008 quando un mio amico mi disse che la mia bicicletta sembrava, appunto, una bicicletta da trial. Io, non sapendo nemmeno dell'esistenza di queste, andai a guardare dei video… inizia a informarmi e per il Natale del 2009 ottenni, come regalo, la mia prima bmx».


Manuel è nato a Carate Brianza nel settembre del ‘97, è stato adottato all'età di 3 mesi e da allora è sempre vissuto a Carpenzago, una frazione di Robecco sul Naviglio, con mamma, papà e la sorellina Aleksandra. Quando era bambino ricordo di avergli sentito dire: «Sono fortunato a essere stato adottato perché gli altri bambini non hanno potuto scegliere i genitori. Io sì».


«Ho frequentato il liceo scientifico, opzione scienze applicate, all’ I.I.S. Alessandrini di Abbiategrasso e ora sono iscritto alla facoltà di Scienze Motorie, sport e salute all'Università degli studi di Milano». Tra impegni di studio e lavoro, i suoi allenamenti per il trial, da circa un anno, sono sospesi: «Ma spero di poter ricominciare prestissimo». «Ho tentato di convincere anche mia sorella Aleksandra a provare l’ebrezza del trial; ha gareggiato qualche volta ma poi, purtroppo, non ne ha più voluto sapere. Peccato, mi sarebbe piaciuto averla al fianco».


Manuel racconta che bisogna rimanere molto concentrati quando si pratica questa disciplina, e ciò gli piace molto: «È come se mi portasse in un altro mondo! Trovo molto energizzante anche il fatto che questo sport coinvolga, oltre alla testa, moltissimi muscoli del corpo. È un impegno globale, mi fa sentire bene ed è utile per tenersi in forma». È uno sport molto pericoloso, cadute e incidenti sono frequenti e Manuel confessa: «Mi sono fatto male tante volte… per fortuna senza mai rompermi nulla».


Passando davanti a casa sua, da un po’ di anni, si notano pallet sistemati nel pratoe, infatti, Manuel conferma: «Mi alleno davanti a casa, con una serie di bancali; cerco di ricostruire percorsi di gara, creando differenti tracciati, con difficoltà diverse. Ma giro anche per le città… sfogo la mia voglia di acrobazie praticando il cosiddetto "street bike"».Per mantenersi in forma Manuel sostiene: «Non seguo nessuna dieta particolare, basta mangiare sano e con prodotti che ti diano un giusto apporto proteico, prima e dopo l'allenamento. Deve essere garantita la potenza dei muscoli, che sono sottoposti a uno sforzo molto intenso ma breve; “l’esplosività” del muscolo è la cosa più importante.


In questo sport a contare di più non è quindi il peso, quanto l'altezza; perché esistono due tipi di biciclette: da 20" e da 26" (chi è molto alto usa la 26") che entrano in due classifiche separate in gara».Al momento Manuel non pratica altri sport, se non il “calisthenic”, una ginnastica a corpo libero; adora lo snowboard… e quest’anno potrà praticarlo con gioia viste le abbondantissime nevicate montane. Ma la sua passione rimane la Bmx: «Ho gareggiato sul circuito di Coppa Italia Trial (CIT); il risultato più alto è stato un secondo posto al campionato italiano, a prova unica, ad Alpago nel 2013».


Noi robecchesi abbiamo avuto la possibilità di vederlo trionfare, con le sue acrobazie, al “Casterno Got’s Talent 2017”. Campione indiscusso.


Aspettiamo di trattenere il fiato per le sue evoluzioni alle prossime gare; certo dopo aver dato il giusto spazio al lavoro e scuola.


Paola Mazzullo


 


Riquadro Il BMX ((acronimo di Bicycle Motocross, dove la X sta per cross, croce)


è una disciplina ciclistica nata negli Stati Uniti nel 1968 e rapidamente diffusasi nel resto del mondo nel corso del decennio successivo. Le biciclette per BMX sono monomarcia, piuttosto piccole e leggere, ma solide. Il tracciato di gara è lungo dai 300 ai 400 metri con tempi di percorrenza medi tra i 35 ed i 50 secondi, caratterizzato da dossi, curve paraboliche e altri ostacoli simili a quelli dei tracciati da motocross..


Al fianco della disciplina originaria della BMX, negli anni se ne sono create altre dette "freestyle" nelle quali non conta la velocità in cui si percorre la pista ma le evoluzioni che si eseguono. Queste discipline sono:



  • "Park" questa disciplina consiste nel compiere acrobazie con la BMX saltando su delle infrastrutture tipo half-pipe, quarter-pipe, bank di qualsiasi altezza, dalle più basse infrastrutture: 1.30m alle più alte: 3 / 4m di altezza. 

  • "Street" che consiste nel compiere acrobazie di ogni sorta sfruttando gli elementi del paesaggio urbano, come panchine, corrimano, scale in marmo e così via..

  • "Flatland", dove l'atleta esegue delle evoluzioni continue con la sua BMX, senza dover mai toccare terra con i piedi.

  • "Dirt", simile al race per via del tracciato in terra questa disciplina non prevede un traguardo, ma solamente l'inventiva dell'atleta nel compiere le evoluzioni più spettacolari usando le rampe in terra del tracciato

  • "Vert", forse la disciplina più rischiosa di tutte quante, in quanto consiste nel compiere acrobazie con la BMX in half-pipe alti anche fino a 10 metri ed oltre.


 


 


 


 


 


 



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