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Pronto soccorso di Abbiategrasso, l'assemblea del Movimento per i diritti del malato scatena i politici. Tutti a favore della riapertura notturna

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Articolo del: 17/02/2018 10:47:29

Parata di politici giovedì sera al Castello Visconteo di Abbiategrasso. Le elezioni si avvicinano e il motto è unanime: “Vogliamo la riapertura del pronto soccorso. Se verremo eletti ci batteremo affinché ciò avvenga”. L’occasione del resto era propizia. Un importante dibattito organizzato dal Movimento dei Diritti del cittadino malato per parlare dei mille disagi che il cittadino incontra.


Tra mugugni sempre più insistenti dei presenti che, giustamente, pretendono delle garanzie sul futuro di un territorio enorme. Preoccupazioni che crescono sempre più anche pensando al pronto soccorso dell’ospedale di Magenta dove gli accessi sono aumentati tantissimo. “Abbiamo forte necessità di un modello che sia in grado di far fronte alle necessità della gente”, ha detto Adolfo Ceretti del Movimento. Un bisogno legato all’invecchiamento della popolazione e a tutti i problemi che ne conseguono in termini di cronicità. Problemi emersi anche da una lettera della Croce Azzurra di Abbiategrasso che ha sottolineato l’allungamento dei tempi di intervento visto che il trasferimento a Magenta richiede, ovviamente, più chilometri di percorrenza. Il consigliere regionale De Corato ha detto:


“Fratelli d’Italia è per l’apertura del pronto soccorso. Il consiglio regionale ha votato a stragrande maggioranza prendendo una posizione chiara, precisa e netta. Ora dobbiamo dare un seguito a questa decisione”. Ma alla platea le promesse non bastano. Specialmente se sono sotto elezioni. Il presidente dell’assemblea dei sindaci dell’Abbiatense Marco Marelli è chiaro: “Il decreto 2015 numero 70 riguardante gli standard qualitativi, strutturali, tecnologici, quantitativi dell’assistenza ospedaliera è stato interpretato in maniera restrittiva per Abbiategrasso”. Mugugni in sala anche dopo le parole del sindaco Cesare Nai: “Io non ho fatto promesse”.


E Marco Scotti è categorico: “Dopo aver dissanguato Abbiategrasso c’è un grosso rischio alle porte. Che venga dissanguato anche l’ospedale di Magenta”. (Segue sul prossimo numero di Ordine e Libertà)


GM


 



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