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Gallera all'Annunciata con Movimento del Malato e sindaci del territorio: «Io e la Regione abbiamo fatto il nostro dovere. Sulla riapertura del Ps di notte le risposte toccano a Roma»

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Articolo del: 19/02/2018 08:49:02

Giulio Gallera a muso duro sabato mattina, 16 febbraio scorso, nell’ennesima comparizione ad Abbiategrasso, stavolta su invito del Movimento per i Diritti del Cittadino Malato che all’Annunciata ha accolto l’assessore regionale al Welfare per interpellarlo ancora una volta sul futuro del Pronto Soccorso e dell’ospedale “Costantino Cantù”, in presenza di Cesare Nai, primo cittadino di Abbiategrasso, e di alcuni sindaci del territorio (rappresentati in primis da Marco Marelli, di Morimondo, presidente dell’assemblea dei sindaci favorevoli alla riapertura del Ps h 24 e a contrari al depotenziamento del nosocomio abbiatense), nonché di esponenti dei partiti e delle liste civiche presenti nel Consiglio comunale di Abbiategrasso.


L’assessore Gallera ha difeso così la propria posizione: «Se il ministro concede che non solo nelle zone montane, non solo nelle isole, ma anche anche in questo caso, con qualche motivazione, qui si potrà derogare rispetto alle indicazioni del decreto, ben venga. Ma le passerelle di chi viene e vi dice delle cose diverse non servono: chiedete impegni precisi a chi deve andare a Roma!», ha raccomandato a gran voce. Per poi proseguire rimarcando l’azione svolta: «Io personalmente ci sono andato a Roma, non nel momento in cui abbiamo risposto più o meno in maniera sollecita, cioè nei sessanta giorni, a una richiesta di qualche onorevole che quesiti dati li avrebbe potuto leggere e li avrebbe dovuti conoscere, o meglio li aveva letti il giorno prima sul giornale al quale io li avevo resi noti…


Siamo andati, insomma, il 15 dicembre scorso al cospetto della Commissione Tecnica di valutazione dei Dea dell’approvazione del decreto ministeriale, incontro nel quale ci è stato detto “Regione Lombardia stai facendo il tuo dovere”, perché abbiamo dato applicazione al decreto medesimo. Ma in quella sede, logicamente, abbiamo fatto presenti alcune questioni: che c’è una mozione del Consiglio regionale, che c’è una volontà dei sindaci di riaprire il Pronto Soccorso dell’ospedale di Abbiategrasso anche di notte, che eravamo lì per fornire i dati relativi alla sua attività e dunque per chiedere se vi sia la possibilità di recepire tale istanza. 


I tecnici del Ministero, che hanno fatto una valutazione complessiva - ha proseguito Gallera - hanno in mano la nostra documentazione e la stanno valutando. Quindi io il mio dovere, anche in quella sede, nella sede tecnica deputata e autorizzata a fare le valutazioni, l’ho fatto, perché io rispetto le indicazioni del Consiglio regionale e ascolto evidentemente la voce del territorio e la porto, come mio dovere, nei luoghi giusti perché si prendano le decisioni. 


Ma le decisione - è tornato a infervorarsi l’assessore in conclusione - la deroga, non la può fare l’assessore, non la può fare la Regione. La Regione non ha agito perché ha in antipatia questo territorio, o perché vuole svilire l’ospedale di Abbiategrasso, ma casomai perché è stata costretta da un decreto ministeriale che come è noto è stato emesso dal ministro Lorenzin!»


È intervenuto a quel punto il presidente dell’assembea dei sindaci, Marco Marelli (nella foto a sinistra dell’assessore Gallera, mentre sulla destra c’è il presidente del Movimento per i Diritti del Cittadino Malato, Marco Bessi): «Noi non vogliamo interpretare la legge secondo il nostro punto di vista - ha esordito Marelli - A noi sembra, semplicemente leggendo il decreto 70, che quella deroga di cui si parla per le comunità montane, per le valli, per le isole eccetera riguarda il minimo di 80 mila abitanti, quando noi ne abbiamo 83 mila e dunque apparteniamo di diritto a questa fattispecie».


Marelli ha poi colto uno spunto che era stato già manifestato nella prima parte dell’assemblea dallo stesso Gallera: «Quella di andare in visita al Pronto Socorso di Magenta alle 23 di un qualunque giorno della settimana è una bellissima proposta molto interessante - ha ribadito Marelli - perché lei stesso assessore si renderebbe conto del disatro che c’è a Magenta in questo periodo. Lo sanno bene tutti i cittadini, le stese sono lunghissime… Noi siamo perfettamente d’accordo che si debba creare una rete tra le strtutture sanitarie del territorio. Ma la rete non vuol dire portare 70  mila utenti a Magenta e svuotare Abbiategrasso. Abbiamo una rete? Valorizziamo entrambi gli ospedali! Cioè noi stiamo dicendo di mettere le risorse per fare in modo che tutti i cittadini - come dice il Decreto - possano godere di un servizio sanitario mirato alla persona. Questo vogliamo fare!».


A seguire, il dibattito si è sviluppato attraverso numerosi interventi di esponenti delle forze politiche e dei Comuni presenti che hanno fatto seguito a quello di una rappresentante del Movimento per i Diritti del Cittadino Malato, con toni anche aspri e in qualche caso anche con fischi all’indirizzo dell’assessore regionale, il quale sarà di nuovo ad Abbiategrasso martedì pomeriggio per visitare l’Hospice di via dei Mille nel corso della cerimonia di consegna ufficiale dei proventi del Gran Galà pro Hospice all’Annunciata di sabato 3 febbraio scorso.


Marco Aziani (“Ordine e Libertà”) - servizio sull’edizione da venerdì 23 febbraio nelle edicole



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