Banner

Taglio di alberi alla Folletta, una lettrice lancia l'allarme. Amaga: «C'è sempre una ragione, ma per ogni albero abbattuto ne mettiamo a dimora due nuovi»

http://www.bianews.it/img/Galberivarie.jpg



Articolo del: 26/02/2018 07:51:50

«Vi sembrano alberi ammalati da abbattere? Non avevano affatto l'aspetto di piante malate e la superficie stradale non mostra segni di lesione a causa delle radici. Stesso discorso per i piccoli alberi di via Folletta, che era un piacere veder sbocciare di più colori durante i primi giorni di primavera!!».


Il messaggio di una nostra lettrice residente al rione Folletta, da lei inviato alla redazione la sera di mercoledì scorso, 21 febbraio, non è che uno dei tanti che ad ogni intervento sul verde pubblico ad opera degli addetti ai lavori si moltiplicano in rete, spesso scatenando vere e proprie reazioni a catena tra i sempre più numerosi cittadini sensibili al valore e all’importanza del verde in città.


È del resto di pochi giorni fa l’allarme lanciato dalla Coldiretti di Milano e Lodi in relazione alla carenza di alberi e di verde in molte città del nord e in particolare nella metropoli capoluogo della nostra provincia e dell’intera Lombardia: «In Italia ogni abitante dispone nelle città capoluogo di appena 31 metri quadrati di verde urbano - spiega lo studio di Coldiretti - ma la situazione peggiora in diverse città lombarde a cominciare da Milano, dove ogni abitante dispone in città di poco più di 17 metri quadrati di verde». Peggio di così succede solo a Lecco(14,1 mq procapite),  e poco meglio a Bergamo (18,4 mq) e a Varese (18,5 mq). «Una pianta adulta – precisa la Coldiretti – è capace di catturare dall’aria dai 100 ai 250 grammi di polveri sottili con un ettaro di piante che elimina circa 20 chili di polveri e smog in un anno».


Ma ad Abbiategrasso la situazione com’è? Tralasciamo per un momento un dato che la rende detentrice di un record, ovvero il fatto che la nostra città, per gran parte immersa nella valle del Ticino e separata dal fiume da circa cinque chilometri di campagne con ancora  un buon numero di cascine attive e di aziende agricole importanti, è quanto a territorio la più estesa tra tutte quelle della provincia di Milano, e concentriamoci sulla sua comunque assai vasta parte urbanizzata, da via Ticino, per l’appunto, a Castelletto e da viale Sforza incrocio con via Dante a via Novara incrocio con viale Giotto.


Gli alberi presenti su suolo pubblico (dunque ad esclusione di quelli, pure molto numerosi, che si trovano in ville e condomini privati) sono ad oggi praticamente 5.500. E se è vero che nell’ultimo anno gli addetti ai lavori della società Navigli Ambiente hanno dovuto procedere all’abbattimento di un centinaio di esemplari, il dato rivelato venerdì mattina in conferenza stampa dal presidente di Amaga, Andrea Scotti, è quello della contestuale piantumazione di 115 nuovi alberi e della prospettiva, nei prossimi mesi, di metterne a dimora altri 100.


«Come si può vedere - ha sottolineato Scotti - il nostro obiettivo è non solo rimpiazzare gli alberi via via da abbattere, ma collocarne il doppio di quelli che diamo costretti ad andare a eliminare, quasi sempre per ragioni di sicurezza».


In particolare Scotti ha fatto riferimento all’eliminazione di un buon numero di tigli dal viale Papa Giovanni XXIII per la quale si sono scatenate polemiche sui social: «I nostri agronomi ci avevano svisati delle condizioni di salute precaria di quegli esemplari, malgrado le apparenze. Non si poteva assolutamente rischiare che potessero cadere a terra con le conseguenze per tutti immaginabili. L’intervento effettuato ci ha dato ragione: all’interno molti di quei tronchi all’apparenza possenti erano del tutto vuoti».


Non è, probabilmente, il caso di tutti gli interventi; non sappiamo ad esempio quale sia l’esatta ragione dell’abbattimento segnalatoci dalla nostra lettrice con riferimento a due alberi in via Paganini e di altre piante in via Folletta. Ma in generale il presidente di Amaga ribadisce: «Quando i nostri uomini intervengono sul verde lo fanno sempre a ragion veduta, sulla scorta del parere dei nostri consulenti agronomi e dell’esperienza maturata sul campo dai loro responsabili. Ma sia chiaro che nessun albero viene veramente eliminato, bensì per ciascuno che scarifichiamo ne cresceranno due nuovi».


Marco Aziani (“Ordine e Libertà”) - servizio sull’edizione da venerdì 2 marzo nelle edicole



Loggati al sito per poter commentare l'articolo

Webmaster Alessandro Russo E-Mail:webmaster@russoalessandro.net
www.russoalessandro.net