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Accorato appello di una pendolare: «I treni non si sa mai se ci sono, ma noi paghiamo in anticipo!». E oggi a Porta Genova scatta il flash mob della MiMoAl

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Articolo del: 26/02/2018 08:44:22

«Di nuovo, i treni non ci sono e noi pendolari siamo costretti ad aspettare al freddo e al gelo! Non ne possiamo più! Fate conoscere la nostra situazione, vi prego!! Chi ci rimborsa le ore di lavoro perse? E se perdiamo il lavoro? Noi i biglietti e gli abbonamenti li comperiamo prima e li paghiamo per usarli tutti i giorni!


I treni dovrebbero esserci sempre ma se abbiamo un appuntamento importante o qualsiasi cosa che necessita puntualità siamo costretti ad usare la macchina perché i treni non sono affidabili, non si sa mai se ci saranno!


Se c'è ghiaccio non ci sono, se nevica (vedi oggi - venerdì, ndr -) non ci sono, se fa troppo caldo non ci sono… senza parlare delle condizioni inumane in cui viaggiamo (compressi, riscaldamenti al massimo o al minimo): ma noi, ripeto, l'abbonamento lo paghiamo. Sempre! E il servizio è sempre più da terzo mondo…».


L’accorato appello rivolto alla redazione del nostro giornale risale a venerdì 23 febbraio, ma purtroppo sappiamo che ha validità permanente: per chi viaggia in treno verso Milano utilizzando la linea Mortara-Porta Genova o anche la Suburbana 9 da Albairate-Vermezzo a Saronno, quello dei ritardi, delle cancellazioni e dei disagi è amaro pane quotidiano. 


Lucia Cattoni è una pendolare “qualunque”, ma certamente il suo grido di aiuto interpreta il sentimento più condiviso da tutti i viaggiatori del nostro territorio che ogni giorno si servono (o si servirebbero, quando non sono appunto obbligati a ripiegare sulla macchina) del treno per andare a lavorare nel capoluogo.


I disagi cui si riferisce sono quelli di cui abbiamo già dato notizia da queste pagine proprio nella tarda mattinata di venerdì. Ma la forza del suo appello merita di essere messa in evidenza e di essere raccolta dall’Associazione MiMoAl che sta conducendo le sue battaglie perché qualcosa finalmente cambi nei rapporti tra Trenord-Rfi, Regione Lombardia (suo principale “azionista”), le amministrazioni dei Comuni attraversati dalle linee ferroviarie in questione (il cui silenzio, al di là di adesioni formali ad assemblee pubbliche o partecipazione a tavoli di confronto, è sempre poco confortante per chi vive i problemi sula propria pelle ogni giorno) e il popolo dei pendolari.


Oggi, lunedì 26 febbraio, dalle 17 alle 20 la stazione di Porta Genova sarà teatro di un flash mob che la stessa MiMoAl ha organizzato per avere puntati sulla situazione in cui versano le condizioni di viaggio di circa 20 mila pendolari dl sudovest Milano e della Lomellina. Ci saremo anche noi, per documentare quel che accade. Ma soprattutto è da sperare che la manifestazione richiami la concreta e fattiva attenzione di chi ha la responsabilità di garantire a tutta questa gente e a questi territori un servizio pubblico all’altezza delle aspettative e delle legittime esigenze di chi per andare a lavorare paga il biglietto.


Marco Aziani (“Ordine e Libertà”) - servizio sull’edizione da venerdì 2 marzo nelle edicole



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