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Bene il flash-mob di MiMoAl a Porta Genova ripreso anche da Repubblica.it: «Trenord ci ruba la vita, Regione Lombardia ponga fine a questa ingiustizia!» (VIDEO)

http://www.bianews.it/img/Glamimoalscatenata.JPG



Articolo del: 27/02/2018 07:45:51

Centoquarantasettemila like nella sola serata di ieri, lunedì 26 febbraio. Li ha incassati l’Associazione MiMoAl con il suo flash mob che è finito anche sulla pagina Facebook di Repubblica.it. E se lo scopo era quello di ottenere visibilità e di dare forza al suo messaggio, all’ultimatum che i pendolari intendono dare a Regione Lombardia a pochi giorni dalle elezioni, ecco che è stato ottenuto, al di là del fatto che la partecipazione al gesto simbolico di starsene incatenati per alcune ore davanti alla stazione di Porta Genova abbia riguardato solo un esiguo numero di pendolari pronti a sfidare, oltretutto, l’aria gelida del pomeriggio finora più freddo dell’anno.


C’eravamo anche noi di bianews alle 17.30 di ieri a Porta Genova, quando i manifestanti hanno cominciato a far sentire la propria voce, a richiamare l’attenzione con il trillare di un fischietto e a mostrarsi davanti ai fotografi e alle telecamere legati gli uni gli altri da una lunga catena a simboleggiare la condizione di chi deve viaggiare ogni giorno sulla Milano-Mortara, “prigioniero” di fatto dei disservizi erogati e dei disagi causati da Trenord e Rfi che si traducono in complicazioni quotidiane sia sul lavoro che in Università che nella vita familiare e nella gestione del tempo libero. 


A guidare la protesta, la presidente della Associazione MiMoAl,  Vanessa Giancane, impegnata fin dall’inizio dell’appuntamento a distribuire volantini ai pendolari e alla gente di passaggio e che naturalmente non si è sottratta alla messinscena della catena. 


«Ci sentiamo presi in giro da burocrati e politici ai quali non importa nulla della faticosissima vita che lavoratori e studenti vivono per raggiungere il proprio posto di lavoro o di studio - spiega il volantino redatto e diffuso da MiMoAl - Non è la condizione fisica di quella mezz’ora sul treno a stressarli, quanto i continui ritardi: per un passaggio a livello che non si chiude, per la soppressione die treni negli orari di punta, per la chiusura di carrozze col conseguente sovraffollamento di quelle utilizzabili».


Nel documento di MiMoAl, i cui sostenitori hanno manifestato al grido di «Trenord-Trenord-ti-vogliamo-bene-ma-basta-basta-con-tutte-queste-pene!», si ribadisce ancora l’aspetto più grave e preoccupante della faccenda: «A causa di tali ritardi e soppressioni c’è rischio di perdere il proprio posto di lavoro, o l’appuntamento per un colloquio, una visita medica, una lezione in ateneo. Viene rubato tempo di vita e di lavoro ad almeno ventimila cittadini onesti che pagano le tasse, l’abbonamento al treno, l’abbonamento per il parcheggio in stazione, la scelta di non andare in auto per non inquinare ulteriormente».


Ed essendo ormai prossima la scadenza elettorale che riguarderà in particolare anche il rinnovo della giunta e del consiglio di Regione Lombardia, i nostri pendolari esasperati dall’assoluta instabilità delle loro condizioni di viaggio si domandano che cosa i futuri consiglieri regionali abbiano da dire loro: «Adesso basta! - alza la voce l’Associazione MiMoAl - Ci state rubando un pezzo della nostra vita, delle nostre famiglie, dei nostri sogni in cambio di stanchezza fisica ma anche morale verso un governo del territorio che si ostina a non intraprendere  azioni risolutive, ma anzi sta a guardare i problemi aggravarsi di giorno in giorno».


Marco Aziani (“Ordine e Libertà”) - servizio sull’edizione da venerdì 2 marzo nelle edicole


 



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