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Traffico paralizzato per un quarto d'ora in viale Mazzini per il passaggio a livello chiuso anzitempo (VIDEO)

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Articolo del: 27/02/2018 15:04:28

Dalle 12.10 alle 12.24 tutti in fila appassionatamente. Non farebbe notizia, perché purtroppo è cronaca di tutti i santi giorni feriali e lavorativi, ad Abbiategrasso. Ma quando ci vuole, ci vuole. 


Ad esempio quando uno storico macellaio che ha il suo negozio da sempre al civico 73, pochi passi prima dell’antico Palazzo Citterio Sala Cocini (Sec. XVII-XVIII) divenuto poi sede della parrocchia del Sacro Cuore, salta fuori dalla bottega per esclamare in buon meneghino: «Fem in temp a morì tucc prima che risolven  cal problema chì!» («facciamo in tempo a morire tutti quanti prima che questo problema venga risolto!»). Parole di Angelo Peveri, per l’appunto macellaio, oltretutto con trascorsi in Consiglio comunale ai tempi del fu sindaco socialista Aldo Agosti, sul finire della “Prima Repubblica” (quando peraltro il problema esisteva già, ma mezzi in circolazione erano forse meno numerosi e certamente meno ingombranti).


O ancora, quando uno stimato veterinario, stufo marcio di rimanere bloccato al di là delle stanghe, confinato in piazza Garibaldi, rompe gli indugi e manda a quel paese l’etichetta e imprecando verso l’inefficienza di Trenord attraversa i binari a passo deciso, passando tra una sbarra e l’altra, e tira dritto addirittura facendo il verso al celebre «quando c’era lui, caro lei!».


E, una volta di più, quando il titolare di un’agenzia di onoranze funebri, bloccato con l’auto aziendale (per fortuna non un carro funebre…) in pole position nella corsia destra di viale Mazzini e diretto in centro, scende spazientito e si mette a fare dell’ironia sull’efficacia delle moderne tecnologie in uso sulla linea ferroviaria Milano-Mortara.


Fatto sta che, finalmente, dopo quegli interminabili quattordici minuti nei quali si sono moltiplicate scene di comprensibile nervosismo ad opera di automobilisti che, non rassegnandosi a rimanere imbottigliati oltre il limite della loro pazienza, hanno ad esempio invertito la direzione di marcia a ridosso dell’incrocio con via Giramo, riprendendo il viale Mazzini in senso opposto, verso via Dante, le stanghe si sono rialzate immediatamente, appena il treno è transitato.


Segno che le fotocellule funzionano e fanno il loro dovere e che l’automatismo tra convoglio passato oltre e arrivato in stazione e riapertura del passaggio a livello è quasi perfetto. A maggior ragione ci si domanda: perché invece, prima del suo arrivo, la gente deve essere tenuta prigioniera del nulla per un quarto d’ora? Senza contare che cosa questa stazione produce in termini di inquinamento della strada e del quartiere…


Non risolve, ma aiuta: se proprio non si può sperare di vedere tolto di mezzo una volta per tutte questo intoppo, realizzando un sottopasso come altre città del nostro territorio hanno saputo fare, bisognerebbe almeno trovare il modo di assicurare ai veicoli diretti in via Giramo, verso i quartieri Colombirolo e Gennara, la possibilità di raggiungere la corsia destinata alla svolta a sinistra. Come, lo lasciamo decidere ai nostri amministratori. 


Marco Aziani (“Ordine e Libertà”) - servizio sull’edizione di “Ordine e Libertà” del 2 marzo 2018



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