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No di Finiguerra alla tangenziale per fermare la "trezzanizazione" nel Parco del Ticino Riserva della Biosfera

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Articolo del: 05/03/2018 09:23:55

«Alla vigilia delle elezioni politiche e regionali, il CIPE, presieduto da Delrio e Gentiloni, ha messo d'accordo PD, Lega Nord e Forza Italia, tutti a caccia di voti, ed ha deciso di riesumare ed approvare un progetto vecchio di 20 anni che trasformerà in pochi decenni il nostro territorio in una grigia periferia anonima».


Poi Finiguerra ripercorre alcune tappe del passato e rinnova il proprio impegno futuro per ostacolare la realizzazione dell’opera annunciata: «Un progetto approvato nonostante la bocciatura sostanziale del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici - ricorda il leader della forza civica di opposizione nel Consiglio comunale di Abbiategrasso - e nonostante le evidenti criticità sul reticolo idrico, sul paesaggio e sull'agricoltura. Un progetto che se le nostre liste civiche “Cambiamo Abbiategrasso” e “Abbiategrasso Bene Comune” avessero vinto le ultime elezioni amministrative non sarebbe stato di certo ripescato dall’aldilà e avrebbe comunque visto il voto contrario della città di Abbiategrasso, perché il nostro programma prevedeva la risoluzione dei problemi di mobilità del territorio con piccole opere di adeguamento, allargamento e messa in sicurezza delle strade esistenti, attraverso la realizzazione di circonvallazioni urbane, il potenziamento del trasporto pubblico e della linea ferroviaria Milano-Mortara». 


In conclusione, Finiguerra ripesca un vocabolo che era diventato di moda qualche anno fa per indicare, secondo una certa parte dell’opinione pubblica e i movimenti ecologisti in particolare, il rischio che la periferia di Abbiategrasso diventi tutt’uno con le soffocanti inurbazioni della cintura milanese attraversata dalle tangenziali: «Purtroppo - ricorda dunque il capogruppo di “Cambiamo Abbiategrasso” - poco più di un centinaio di voti ha deciso che Abbiategrasso debba avviarsi verso la trezzanizzazione. Cercheremo comunque di evitarlo, dall’opposizione e con gli strumenti a nostra disposizione, perché questa nostra terra grassa da oltre mille anni, riserva della Biosfera tutelata dall’Unesco, non venga inutilmente deturpata e sfregiata dal partito del cemento».


Marco Aziani (“Ordine e Libertà”) - servizio sull’edizione da venerdì 9 marzo nelle edicole



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