Banner

Da aree recintate a discariche a cielo aperto: così l'Ertos continua ad essere il quartiere del degrado

http://www.bianews.it/img/Gcherazzadideposito.jpg



Articolo del: 12/03/2018 14:39:06

Ertos quartiere del degrado. Purtroppo la fama del rione di Abbiategrasso confinato oltre la via Dante (ex ss 494 Vigevanese), benché qualche miglioramento l’abbia fatto registrare sotto il profilo della possibilità per i residenti di spostarsi verso il resto della città grazie in particolare al passaggio ciclo-pedonale che all’altezza del supermercato Eurospin taglia la direttrice di traffico più battuta di tutto il territorio per unirsi alla pista all’interno del parco di via Puecher che sbuca al quartiere Gennara, rimane sempre quella.  E il motivo principale, sotto gli occhi di tutti, si chiama discariche a cielo aperto.


Ce ne sono, in particolare, tra via Umberto Saba e via Scarioni, in prossimità della rotatoria che immette su via Ada Negri (a sinistra, verso l’incrocio con la stessa via Dante regolato da un doppio semaforo) e la statale 526 per Pavia (a destra, direzione Morimondo-Bereguardo). Dentro enormi aree recintate e racchiuse da reti arancio da cantiere e staccionate di vario tipo, continuano infatti ad accumularsi rifiuti di ogni genere.


Il motivo è semplice: sono sì recintate, ma la protezione che le circonda è in più punti stata abbattuta, sicché ci si può entrare o avvicinare comunque con mezzi pesanti citati di rimorchio per scaricare senza troppo problemi quello di cui ci si vuole liberare. Oppure, nel punto di accesso che i proprietari avevano provveduto a dotare di grossi lucchetti, qualcuno è andato a spaccare, a spalancare le porte e a lasciare arredi, mobili e suppellettili in quantità proprio sull’ingresso in modo che non si possa più chiudere la porta e l’accessibilità sia garantita sempre (ma ai soli delinquenti).


Di chi sono quelle aree? A chi tocca vigilare perché non si verifichino gli episodi all’ordine del giorno che riguardano lo scarico abusivo di rifiuti e scarti di lavorazione dell’edilizia e dell’artigianato in genere? Che cosa c’è in quei terreni? Che tipo di inquinamento producono i materiali che vi vengono ormai da troppi anni depositati e via via sepolti fino ad essere coperti dalla vegetazione spontanea tra la quale se ne vanno ad accumulare degli altri?


Marco Aziani (“Ordine e Libertà”) - servizio sull’edizione da venerdì 16 marzo nelle edicole



Loggati al sito per poter commentare l'articolo

Webmaster Alessandro Russo E-Mail:webmaster@russoalessandro.net
www.russoalessandro.net