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Questa sera al Castello per la tappa del Giro anche Guerrino Tosello, il corridore abbiatense che cinquant'anni fa vinse la Alessandria-Piacenza (VIDEO)

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Articolo del: 16/03/2018 12:15:27

Non solo i grandi campioni che raggiunsero nella loro carriera il tetto del mondo, ovvero Gianni Bugno (su strada negli anni 1991 e 1992) e Marco Villa (su pista nell’Americana negli anni 1995 e 1996) questa sera, venerdì 16 marzo, alle 18 al Castello Visconteo per la presentazione della tappa Abbiategrasso-Prato Nevoso del 24 maggio prossimo, diciottesima del Giro d’Italia numero 101.


Ci sarà anche un grande campione che più ancora di loro è di casa nostra: Guerrino Tosello, venuto ad Abbiategrasso dal Veneto natìo all’età di 4 anni, insieme ai genitori e ai suoi 14 fratelli, e divenuto corridore professionista dopo aver vestito e onorato da dilettante i colori grigiorossi del Velo Sport.


Di speciale, che lega quest’anno Tosello alle celebrazioni per la partenza della tappa del Giro da Abbiategrasso, c’è la ricorrenza della sua unica vittoria di tappa al Giro d’Italia numero 51, cioè esattamente cinquant’anni fa. Correva l’anno 1968, il 26 d maggio. La decima tappa era la Alessandria-Piacenza. Il giorno prima (chi non ricorda di aver visto almeno in seguito quelle drammatiche sequenze?) il grande campione belga Eddy Merckx, mattatore della corsa rosa, era stato squalificato perché trovato positivo al doping e aveva versato davanti alle telecamere lacrime amare, per quelle indimenticabili immagini in bianca e nero trasmesse dalle tv in tutto il mondo.


Guerrino Tosello correva a sua volta per la Molteni, come il suo capitano. Era però un “gregario”. Con la bella qualità di essere anche un forte scalatore. Tra Alessandria e Piacenza, non che ci fosse molto da scalare, a dire il vero. Ma andò come andò, e sta di fatto che a tagliare il traguardo per primo in quella tappa rimasta negli annali fu proprio lui, il campione di Abbiategrasso, che seppe battere in volata un temibilissimo specialista dato per favorito.


Che cosa accadde esattamente quel giorno, lo racconta proprio Guerrino Tosello, cinquant’anni dopo, nell’intervista che ci ha rilasciato questa mattina e che abbiamo realizzato in diretta Facebook per l’odierno “Caffè in Libertà” e pubblicato ormai da qualche ora. La trovate anche in coda a queste righe. Scoprirete così la grandezza del campione che fu anche sfortunato, nella sua carriera, ma soprattutto si mantenne sempre schivo, lontano dai riflettori.


Invece, lo riscopriamo anche noi oggi, è stato ed è tuttora un grande personaggio. Che merita di essere valorizzato e portato in palmo di mano da questa sua città di adozione, ormai sua a tutti gli effetti, dopo 71 anni che ci abita, ci vive e ci coltiva legami con tutti quelli che (e sono ancora un buon numero, malgrado l’incedere del tempo) amano la bicicletta come simbolo di tempi eroici. E che questa sera alle 18 sarà al Castello accanto a Gianni Bugno, Marco Villa, Andrea Noè e molti altri. E possiamo star certi che, benché schivo e semplice, non sfigurerà.


Marco Aziani (“Ordine e Libertà”) - servizio sull’edizione da venerdì 23 marzo nelle edicole


 



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