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La maleducazione del branco in scena al cinema Al Corso, e il finale del film per famiglie diventa una specie di incubo

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Articolo del: 20/03/2018 14:33:59

Una tranquilla serata di svago nell’unica sala cinematografica resistita ad Abbiategrasso nell’ultimo decennio e più trasformata in una specie di incubo. Un momento piacevole trascorso in famiglia o in buona compagnia che diventa fonte di malumore, di disagio, di preoccupazione, ennesimo motivo per indignarsi e spunto per interrogarsi sul “dove siamo andati a finire?”.


È quanto si evince dal messaggio che Alberto Landini, cittadino abbiatense venuto ad abitare nella nostra città circa vent’anni fa, che racconta agli amici di Facebook del gruppo “Sei di Abbiategrasso se…” la sua disavventura (non personale, ma collettiva) di ieri sera, lunedì 19 marzo, nella sala del Cinema Al Corso di piazza San Pietro.


«Ci siamo andati io e mia moglie - racconta l’uomo - per trascorrere una piacevolie serata assistendo al film in programmazione che era “Belle & Sebastien: l'avventura continua". Tutto è andato bene fino a quando, a 15 minuti dal termine, entrano in scena un gruppo di 5 o 6 giovanissimi (ragazzi e ragazze, all’apparenza tra i 14 e i 15 anni), arroganti e maleducati, ubriachi (o forse altro!), che iniziano a disturbare tutti noi in sala con urla e schiamazzi, intercalando con turpiloqui, versi incomprensibili e gestualità da primitivi, oltre che a dileggiare a voce alta i protagonisti del film». 


Lo sconsolato autore della segnalazione conferma che, logicamente, la situazione degenerata ha infastidito non poco tutti i presenti: «Siamo rimasti tutti sconcertati e senza parole (i bimbi e i più anziani si sono alquanto spaventati) - prosegue Landini -  C'erano famiglie, bambini, coppie di anziani, single... Comportamenti incivili e irrispettosi verso una società per bene che altro non voleva che gustarsi in santa pace la storia del film. Del loro show infatti ne avremmo fatto volentieri a meno». 


Secondo l’indignato autore del messaggio, si fa presto a immaginare che quegli stessi ragazzi possano essere protagonisti di altre, non certo nobili, “imprese”: «E poi tutti ci chiediamo chi saranno mai quei teppisti che mettono a ferro e fuoco la città deturpando le nostre bellezze storiche e artistiche», aggiunge infatti l’uomo. 


Per giungere ad una conclusione alquanto amara, che deve suonare come monito a tutti coloro che hanno una qualche responsabilità in ambito educativo, siano essi genitori, insegnanti o semplicemente cittadini adulti dotati di coscienza civica, o almeno del dovere di attivarla: «Quando, circa una ventina di anni fa, venni a risiedere ad Abbiategrasso - conclude Landini - mi resi subito conto che era un piacere viverci e condividere con i suoi cittadini il territorio con le diverse opportunità che offre. Ora, da un po' di tempo, sono amareggiato e deluso nel constatare che, oltre alle note positive di cui la città va fiera (Giro d'Italia, per esempio), dobbiamo lavorare ancora molto, ma veramente molto, sulla formazione, sulla cultura e sui valori etici e morali che sono evaporati strada facendo. Questo è il mio pensiero. Voi che dite?».


Redazione “Ordine e Libertà” - servizio sull’edizione da venerdì 23 marzo nelle edicole



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