Ordine e Libertá Infrastrutture - Dai "Pendolari Resistenti" appello al raddoppio della Milano-Mortara e l'invito all'assemblea anti-tangenziale del 20 aprile a Bià 
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Dai "Pendolari Resistenti" appello al raddoppio della Milano-Mortara e l'invito all'assemblea anti-tangenziale del 20 aprile a Bià

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Articolo del: 10/04/2018 16:42:29

Si firmano “Pendolari Resistenti. Riqualificare la Milano-Mortara. Fermare la Tangenziale”. Sostanzialmente sono sempre “Notangenziale” e nei panni di pendolari della famigerata MiMoAl pongono alcune questioni per lanciare il loro invito: quello a presenziare, venerdì 20 aprile (tra dieci giorni), all’assemblea popolare indetta appunto dai Comitati NoTangenziale, perché quante più persone, anche tra gli utenti della nostra linea ferroviaria, possano «prendervi parte e prendervi voce».


Eccole, le questioni poste dai “Pendolari Resistenti”. La prima: «Siamo sicuri che i 270 milioni di euro preventivati (220 per la Tangenziale e 50 per il nuovo ponte sul Ticino di Vigevano) siano spesi nell’interesse di noi, 19 mila pendolari, lavoratori e studenti, che ogni giorno viaggiamo stipati come bestie?».


La seconda: «Per quante ore l’anno della nostra vita utilizzeremo la nuova tangenziale? E quante ore della nostra vita stiamo buttando per treni che non passano o che si rompono? Ci raccontano che la tangenziale migliorerà le condizioni del pendolarismo. Hanno forse studiato un charter Malpensa/Linate per farci arrivare più velocemente a Milano? Solo due mesi prima che il governo staccasse il classico regalino pre-elettorale, tre pendolari morivano schiacciate tra le lamiere di un treno a Pioltello».


La terza:  «Terminare il raddoppio della Milano-Mortara costerebbe 225 milioni. Ogni nuovo treno comprato poco più di 8. Questo è il costo che garantirebbe un trasporto pubblico e dignitoso per noi pendolari! Ma questi soldi, a differenza di quelli per la tangenziale, non si riescono a trovare».


La quarta: «È ora di comprendere che dietro a temi apparentemente così distanti si nascondono le stesse scelte politiche: indifferenza per il servizio pubblico e deferenza per gli interessi privati».
La quinta: «È ora di finirla di viaggiare come bestie, o peggio ancora di rischiare la vita per andare a lavorare o a scuola. Noi non ci arrendiamo alla passività! Alla continua necessità di giustificare ritardi a scuola e lavoro! Al rischio di perdita del lavoro, già precario, perché i soldi vengono buttati in opere inutili!».


E in conclusione il già citato annuncio che parteciperanno in massa all’assemblea (ore 21, Castello Visconteo) insieme ai sindaci di Cassinetta e Albairate, all’urbanista e docente del Politecnico Christian Novak, agli agricoltori del territorio, a esponenti NoTav di Brescia-Verona e della Val di Susa e del gruppo Difendiamo Piazza d’Armi di Milano, e l’invito a presenziare rivolto a tutti i pendolari della tratta.


Marco Aziani (“Ordine e Libertà”) - servizio sull’edizione da venerdì 13 aprile nelle edicole



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