Ordine e Libertá Viabilità - Sos da via Ginibissa: «Pista ciclabile o marciapiedi? Diteci come fare per arginare la prepotenza dei ciclisti» 
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Sos da via Ginibissa: «Pista ciclabile o marciapiedi? Diteci come fare per arginare la prepotenza dei ciclisti»

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Articolo del: 24/04/2018 07:39:45

Una punta di ironia, ma soprattutto disappunto e amarezza sono gli ingredienti della lettera che un lettore del nostro giornale “Ordine e Libertà” ha inviato ieri, lunedì 23 aprile, in redazione a proposito di viabilità e rapporti tra ciclisti e pedoni e che troverà spazio sull’edizione di venerdì 27 aprile prossimo.


La lettera pone una questione che, in questo tempo nel quale si fa un gran parlare e scrivere di biciclette, giustamente presi dall’attesa della storica partenza di una tappa del Giro d’Italia da Abbiategrasso, risulta di grande attualità: è giusto che sulle strade cittadine i ciclisti spadroneggino senza rispettare le regole minime del codice della strada e addirittura senza portare il dovuto rispetto (quello stesso che, come utenti più esposti ai pericoli, reclamano dagli automobilisti) a coloro che si muovono a piedi in spazi a loro riservati? 


L’autore della lettera ribadisce in particolare la problematica di difficile soluzione che si presenta quotidianamente in via Ginibissa, dove abita: «Una bella soluzione sulla nostra via - scrive il lettore - quella di fare una sorta di ibrido fra un marciapiede basso ed una pista ciclabile… Peccato però che ancora non si capisca come utilizzarla e chi abbia la precedenza fra cicli e pedoni. Vista la prepotenza e l'arroganza di molta gente - aggiunge l’uomo, prendendo le difese di chi vorrebbe semplicemente camminare al riparo dai pericoli - immagino che la priorità ce l'abbiano sempre e solo i ciclisti, e se ne vedono anche molti che girano senza luci accese quando è già buio, o che vanno appunto sui marciapiedi, o entrambe le cose». 


La lettera prosegue con l’amara constatazione della conflittualità che si genera attorno alla questione e lancia l’invito alle autorità preposte a mettere ordine nella diatriba, prima che qualcuno si faccia male: «A poco servono le proteste dei pedoni con o senza cani - scrive ancora l’abitante di via Ginibissa - hanno sempre ragione i ciclisti, che a volte colorano la situazione pure con gli insulti a chi chiede solo rispetto della legge e sicurezza».


E di seguito l’appello alla Polizia locale: «Vogliano i gentili agenti spiegare come utilizzare detto “marciapiede” a livello stradale, e chi ha la priorità nel caso in cui ci siano un pedone e un ciclista, chi si deve fermare, o se è giusto che molti ciclisti vadano a velocità sostenuta, pretendendo di passare a discapito dei poveri pedoni o pedoni con cane, che si devono frettolosamente spostare per non essere investiti».


Un tema interessante, che prende spunto da una situazione specifica in questa strada periferica di un quartiere a nordest della città, ma che certamente potrebbe essere riportato pari pari a molte altre zone di Abbiategrasso e soprattutto alle aree regolate dal limite di velocità di 30 km orari dove è prevista la convivenza tra pedoni, ciclisti e automobilisti fondata sulla prudenza e sul rispetto reciproco.


Marco Aziani (“Ordine e Libertà”) - ogni venerdì nelle edicole



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