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La personale di Giancarlo Colli dedicata alla bicicletta omaggio al Giro d'Italia nella Mostra di Primavera degli Amici dell'Arte al Castello aperta fino al 1 maggio

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Articolo del: 30/04/2018 07:08:44

C’era un nutrito gruppo di appassionati e di artisti sabato pomeriggio nei sotterranei del Castello Visconteo di Abbiategrasso per la inaugurazione della Mostra di Primavera degli Amici dell’Arte e della Cultura, consueto appuntamento che quest’anno si è arricchito di un tocco di originalità che lo caratterizza dandogli indubbiamente un valore aggiunto decisivo. 


Accanto, infatti, alle tele e ai lavori dei soci del sodalizio che ogni anno da vari decenni tornano ad occupare le sale del Castello con il tentativo di raccontare la nuova stagione nelle sue tante sfaccettature e per la massima parte con rappresentazioni di angoli e scorci del nostro territorio che si estende tra Ticino e Navigli, ecco quest’anno una importante personale tutta dedicata al tema della bicicletta, in omaggio all’appuntamento del prossimo 23 e 24 maggio con la carovana rosa del Giro d’Italia presente ad Abbiategrasso per la partenza della 18esima tappa (con ogni probabilità una di quelle decisive, a quattro giorni dal traguardo finale) con destinazione Prato Nevoso.


Una personale dell’artista Giancarlo Colli, che all’inaugurazione è stata presentata dalla curatrice della mostra, Silvia Grassi, che ha ringraziato tutti i presenti ed ha ricordato che la si può visitare durante tutto il ponte del primo maggio (e dunque ancora oggi, lunedì 30, e domani, martedì 1, dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 18.30).


«Giancarlo Colli - ha sottolineato Silvia Grassi - per tutta la sua carriera artistica ha praticamente sempre fatto qualcosa sullo sport e sula bicicletta. Ma io non ho voluto creare una soluzione in base ala datazione dei lavori, bensì sono partir da un progetto sulla bicicletta generico,  che infatti è legata al lavoro (gli operai che vanno “a bottega” in bicicletta), come pure al tempo libero (i fidanzati che vanno a spasso in bicicletta). Le tecniche di realizzazione sono diverse e in un caso ci sono due lavori che poi saranno lavori preparatori all’opera definitiva, ad olio.


Ho lasciato come due opere che dividono in due parti la mostra un sacro e un profano - ha concluso la curatrice - perché c’è una crocifissione con il ciclista che sta guardando Nostro Signore crocifisso, e  di fianco questa ragazza che sta passeggiando allegramente sulla sua bicicletta e dopo invece ho messo proprio la parte legata all’agonismo, alla pedalata, alla fatica, a quello che Colli riesce a trasmettere nei suoi lavori. Questa parte ha un senso cronologico legato proprio alla corsa, alla tappa, perché si parte dal gruppo e poi se voi andate avanti vi rendete conto che c’è poi lo scatto, la volata, l’arrivo e poi dopo le manifestazioni di gioia, secondo appunto una cronologia della corsa».


Marco Aziani ("Ordine e Libertà") - segue sull'edizione da venerdì 4 maggio nelle edicole



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