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Sentiero del Guardolino, cinque anni di rifiuti accatastati: la segnalazione di una lettrice verrà raccolta da Nai e Scotti?

http://www.bianews.it/img/GGuardolinorifiuti.JPG



Articolo del: 04/05/2018 12:28:02

Al sentiero del Guardolino si accede dalla banchina della ex statale 494 nella zona di confine tra il territorio di Abbiategrasso e quello di Vigevano. Si tratta di un sentiero che troviamo indicato tra quelli del territorio del Parco del Ticino dove, per la cronaca, si sviluppano la bellezza di 780 chilometri di percorsi ciclo-pedonali.


Una lettrice del nostro giornale online bianews.it ci ha inviato nei giorni scorsi la fotografia che pubblichiamo, scattata per l’appunto nel luogo di accesso al sentiero del Guardolino lungo la statale 494 tra Abbiategrasso e Vigevano: «La competenza territoriale è di Abbiategrasso - spiega la donna, che qualche anno fa ha anche effettuato un corso di formazione per guardie ecologiche volontarie - che dunque dovrebbe provvedere a mantenere decoro in quel luogo e a tutelare l’ambiente. Invece, purtroppo, da quando ormai cinque anni fa è stato chiuso il parcheggio per le auto di quanti da lì si volevano spingere a piedi lungo il sentiero e nei boschi del Ticino, il gabbiotto è rimasto al suo posto e soprattutto è diventato ricettacolo di ogni genere di rifiuti».


Secondo la persona che si è rivolta al giornale e che abbiamo poi contattato telefonicamente, la prima cosa da fare sarebbe proprio smantellare il manufatto, che invece è diventato, essendo oltretutto accessibile da chiunque, un deposito di bottiglie, sacchetti di plastica, indumenti, scarti di lavorazioni, materiali edili, coperte e materassi, cianfrusaglie di tutti i tipi: «Dal 2012 la situazione è questa e nessuno ci bada - conclude la donna - Si è accatastata tanta di quella roba che lì sotto potrebbe esserci perfino un cadavere e nessuno se ne interessa…».


L’occasione è propizia perché la segnalazione venga recepita dal sindaco di Abbiategrasso, Cesare Nai, e dal presidente di Amaga, Andrea Scotti, che negli ultimi tempi si sono fatti un punto di orgoglio nell’attenzione posta, attraverso il personale della stessa Amaga e della società Navigli Ambiente, a restituire decoro agli spazi lungo le strade di maggior percorrenza normalmente invase da rovi che nascondono grandi quantità di rifiuti gettati. 


La segnalazione della nostra lettrice diventa un implicito invito a liberare dall’ammasso di rifiuti accumulati in cinque anni il punto di accesso di un sentiero naturalistico indicato nei documenti ufficiali come un percorso di pregio per chi voglia scoprire angoli nascosti della ricca vegetazione che si spinge fino alle sponde del “fiume azzurro”.


Marco Aziani (“Ordine e Libertà”) - servizio sull’edizione da venerdì 11 maggio nelle edicole



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