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Deiezioni canine, più dello sdegno può l'ironia... E attenti a dove mettete i piedi

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Articolo del: 05/06/2018 07:08:36

Per tutta la mattinata di ieri, lunedì 4 giugno, sotto i portici di piazza Marconi nella zona più prossima all’incrocio con Passaggio Centrale, proprio di fronte al negozio con il quale il sindaco Cesare Nai si è complimentato di recente per la cura che i suoi titolari hanno del contesto nel quale si trovano ad operare, avendo provveduto sia a tinteggiare i muri del negozio e dei portici stessi, sia a ripulire il pavimento e i rivestimenti delle pareti esterne dalle tracce lasciate dalla pipì degli amici a quattro zampe, deiezioni canine insopportabili alla vista davano bella mostra di sé, evidentemente “dimenticate” lì non dalla incolpevole bestiola colta dal bisogno, ma dal suo distratto padrone.


L’argomento non è certo nuovo. Ma quando si impone all’attenzione dei cittadini e dei visitatori di passaggio con tanta spavalda evidenza, obbliga a ritornare sui soliti discorsi. Tanto più che manifestazioni di ben comprensibile insofferenza verso certi comportamenti si susseguono ormai quotidianamente dentro e fuori la cerchia degli antichi bastioni.


Due fotografie di cartelli comparsi di recente con “dediche”, appunto, ai veri responsabili di certi segni di degrado e di mancanza di rispetto per chi si impegna a tenere pulita e decorosa la città le abbiamo scattate di recente e le riproponiamo tali e quali ai nostri lettori.


La prima (nel riquadro) ritrae una scritta dal tono indignato di qualcuno che non riesce proprio a trattenersi dall’insultare chi è solito lasciare i bisogni del suo cane sul marciapiedi dove altri semplicemente devono transitare per spostarsi dalla periferia (qui siamo dalle parti di viale Sforza) al centro della città: l’italiano zoppicherà anche, ma il significato è inequivocabile e il giudizio su chi lascia le strade sporche è espresso senza mezzi termini.


La seconda invece immortala il cartello apparso nei giorni scorsi all’angolo tra corso Italia e via Misericordia che punta tutto sull’arma sottile dell’ironia, e bisogna dire che lo fa in modo molto efficace, tanto da meritare la citazione tra virgolette: «Si prega i cani di non lasciare sulla strada la fotografia dei loro padroni. Grazie».


Una frase che, come si suol dire, ruba l’attenzione, costringe il passante a fissare lo sguardo sul foglio e poi ad abbozzare un sorriso mentre si allontana compiaciuto (sia che sia un padrone ligio al suo dovere di pulire dove il suo amico peloso sporca, sia che sia qualcuno che non è abituato a portare a spasso il suo animale, ovvero che non ne tiene proprio) annuendo in segno di approvazione. Col rischio, naturalmente, di pagare caro l’attimo di distrazione  qualora abbia distolto l’attenzione dal dove mettere i piedi…


Marco Aziani (“Ordine e Libertà”) - ogni venerdì nelle edicole



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