Ordine e Libertá Pendolari - Anche ieri due treni cancellati sulla Milano-Mortara e carrozze incandescenti. Trenord: colpa degli assenteisti. Le reazioni di sindacato Orsa e Codacons 
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Anche ieri due treni cancellati sulla Milano-Mortara e carrozze incandescenti. Trenord: colpa degli assenteisti. Le reazioni di sindacato Orsa e Codacons

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Articolo del: 12/06/2018 17:52:56

Mal comune, si sa, non è mai davvero mezzo gaudio, specie se si tratta di diritti negati. Tra questi, uno dei più importanti è il diritto a usufruire di servizi reali ed efficienti quando è richiesto in cambio il pagamento della relativa tariffa. Insomma, per citare un caso macroscopico, il diritto ad avere treni ospitali, puntuali, caldi in inverno e freschi in estate, visto che per salirci sopra e utilizzarli per recarsi al lavoro al mattino e ritornare a casa la sera si spendono tra i cinque e i dieci euro al giorno.


All’ordine del giorno sono invece disservizi e carenze che si possono rilevare anche solo riferendosi alle nostre linee locali: la famigerata Milano-Mortara-Alessandria e la suburbana S9 i cui treni da Albairate a San Cristoforo corrono sugli stessi binari, che per fortuna almeno in quel tratto sono due…


Esempi che si sono ripetuti anche ieri pomeriggio, lunedì 11 giugno: cancellato il 16.05 da Abbiategrasso per Mortara e stessa sorte per il 17.54 da Abbiategrasso per Milano. Motivo? Al solito, mistero: «Oggi non è stato effettuato», si limita a dire l’annuncio che esce dall’altoparlante. Senza contare che poi i pendolari che si sono ritrovati a Porta Genova sul 16.42 per rientrare da Milano hanno dovuto viaggiare su carrozze totalmente prive di aria condizionata, nelle quali la temperatura percepita sfiorava i 40 gradi...


Questa storia delle cancellazioni è al centro dell’attenzione non certo da ieri.  Le associazioni di tutela dei consumatori la rilevano e la impugnano davanti a Trenord chiedendo spiegazioni e correttivi, e l’azienda fornisce una tesi con la quale - secondo i sindacati di base - «cerca di scaricare sui lavoratori responsabilità che invece sono tutte sue».


La motivazione addotta da Trenord per spiegare le troppe cancellazioni è condensata nella parola assenteismo: stando ai dati diffusi dall’azienda, infatti, quei 45-50 treni al giorno che non partono (o se preferite «non vengono effettuati») sarebbero l’esito del fatto che circa il 10% dei lavoratori viaggianti è in permesso o in malattia e di conseguenza risulterebbe impossibile formare l'equipaggio far correre i treni.


Una comunicazione fortemente criticata da Adriano Coscia, segretario del sindacato ferrovieri Orsa (Organizzazione sindacati autonomi e di base), il quale ha contestato l'utilizzo del termine assenteismo usato da Trenord, affermando che «non può essere considerato assenteista un lavoratore che fruisce dei diritti previsti dalle leggi per assistere un famigliare disabile, curare il proprio figlio oppure se stesso». 


Nella questione interviene però, con una nota odierna, anche Codacons: «È necessario garantire chiarezza e trasparenza in tutto quello che succede - dice l’associazione di difesa dei consumatori - Ci sono migliaia di lavoratori che svolgono il proprio lavoro in modo irreprensibile, e non è corretto che questi vengano messi in cattiva luce da coloro che invece si assentano ingiustificatamente. Serve una stretta sui controlli ed un verifica puntuale del perché di tanti convogli che ogni giorno non partono. I pendolari, che pagano per questo, hanno il sacrosanto diritto di ricevere un servizio davvero all'avanguardia. Per questo invitiamo tutti coloro che hanno subito disservizi o disagi a contattare il Codacons, scrivendo a info@codaconslombardia.it.


Marco Aziani ("Ordine e Libertà") - ogni venerdì nelle edicole



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