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Sul momento político dell'Italia e su contenuti e modi di Salvini il professor Mereghetti replica a Giuseppe Rischio che l'ha pregato di limitarsi a scrivere di scuola

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Articolo del: 13/08/2018 23:12:33

Giuseppe Rischio è un lettore oggi ottantenne il cui nome figurava tra quelli dei delegati di lista della lista dell'Unione Padana che partecipò alle elezioni amministrative per l'elezione del sindaco di Abbiategrasso nella primavera dell'anno 2012 a sostegno della candidata Agnese Tacchini, allora sostenuta anche dall'attuale presidente del Consiglio comunale, Marcantonio Tagliabue.


Sulla Libertà dello scorso venerdì, 10 agosto, rispondendo ad una sua precedente lettera, criticava aspramente il professor Gianni Mereghetti accusandolo innanzitutto di «sparare a zero sul ministro Salvini colpevole, secondo lui, di voler fare un censimento dei Rom (ex zingari) paragonandolo addirittura a Hitler il quale definiva gli ebrei parassiti».


Nel prosieguo della sua risposta alle tesi di Mereghetti, Rischio gli domanda «da che parte stia» e fa un'analisi della situazione politica nazionale a partire dal principio in base al quale «tutti quelli di sinistra non ci stanno a perdere» (sottintendendo dunque che Mereghetti sarebbe uno di questi).


La conclusione di Rischio, di conseguenza, è l'invito (anzi, la preghiera) al «caro professor Mereghetti» a «rimanere, con i suoi scritti, nell'ambito della scuola, sul quale ha certo competenza».


Non si fa attendere l'ulteriore replica di Gianni Mereghetti che nuovamente si rivolge al nostro giornale, e per suo tramite al signor Giuseppe Rischio, con la nuova lettera che pubblichiamo di seguito, auspicando possa dare adito ad un ampio dibattito su queste pagine e su quelle del nostro giornale "Ordine e Libertà" che sarà nelle edicole oggi stesso, martedì 14 agosto, e poi di nuovo venerdì 24 agosto.


«Carissimo direttore - scrive dunque il professor Mereghetti - il signor Giuseppe Rischio, dopo aver contestato le mie valutazioni sull'intervento di Salvini a riguardo dei rom - e ne ha diritto - mi consiglia di non uscire dall'ambito scuola in cui vuole confinarmi, come a dire che non capisco nulla di quello che sta succedendo oggi. Mi spiace, ma di questo non ha diritto ed è ingiusto che oggi si voglia confinare chi esprime quello che sente e percepisce come vero. Sono le nuove riserve indiane - tu vai bene al potere se ti limiti al tuo ambito. Mi spiace, signor Rischio, questo non lo accetto e non lo accetterò mai, per fortuna che sono cresciuto in rapporto con uomini e donne che non hanno mai accettato di essere confinati, anzi hanno rotto i limiti angusti per andare verso orizzonti sempre più ampi. 


Qui sta il problema serio di oggi, che uno viene etichettato, che le cose vengono definite, è razzismo? no è goliardia, come se menare uno per goliardia fosse meno orrendo che farlo per razzismo, come se chiudere un porto per difesa nazionale fosse meno brutto che farlo contro i migranti.


Oggi non esiste più nè destra nè sinistra se non in chi vuole ripercorrere strade ideologiche, tanto meno si può definire cosa sia il centro. Così essere anti qualcosa non significa nulla. E' tempo di superare questi ristretti confini che l'ideologia ha posto e varcare nuovi e più significativi orizzonti, quelli che hanno come perno l'apertura all'altro, a ogni altro.


Io non sono di destra, non sono neanche di centro, così non sono di sinistra, rivendico in questa società liquida il diritto di non schierarmi con posizioni che non hanno nessun significato. Tanto meno io sono con Salvini, lo rispetto come ministro, ma non condivido nè quello che dice nè il tono con cui lo dice. Io voglio oggi avere il diritto di essere a favore dell'altro, e di esserlo a priori, senza condizioni. Spero di continuare a trovare sulle strade che percorro e negli ambiti in cui vivo persone che condividono questo approccio, che abbandonano l'ideologia e costruiscono luoghi umani.


Non mi interessa fare una casistica, se sono più stranieri o più italiani a commettere delitti, se lo fanno per razzismo o per goliardia, io voglio solo costruire con gli uomini, con tutti gli uomini, perchè tutti hanno una positività dentro e soprattutto hanno bisogno di uno sguardo di amore.


Lei questo diritto non può togliermelo, spero che anche lei esca dall'approccio ideologico che impedisce di vedere come stanno le cose.Grazie».


Redazione "Ordine e Libertà" (martedì 14 e venerdì 24 agosto nelle edicole) 



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