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«Chiuso anche l'ambulatorio di Pneumologia», il Pd lancia l'allarme e chiama in causa Nai. Dal "Cantù" smentiscono (non ancora ufficialmente): «Riorganizzazione generale, ma è aperto»

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Articolo del: 09/10/2018 19:57:53

«Mentre si attende ormai da parecchi mesi che venga convocata per la prima volta la Consulta dell’Ospedale, apprendiamo che con decorrenza immediata il servizio ambulatoriale di pneumologia non si svolgerà più presso l’ospedale di Abbiategrasso, ma i pazienti dovranno recarsi all’ospedale di Magenta. La stessa cosa ci risulta stia accadendo per quanto riguarda il servizio ambulatoriale di riabilitazione».


Lo scrive in un comunicato stampa diffuso oggi pomeriggio, martedì 9 ottobre, il Circolo di Abbiategrasso e Cassinetta di Lugagnano del Partito Democratico, il cui segretario politico è Andrea Gillerio. E nel inviarlo ai giornali, il Pd aggiunge che «i cittadini che avevano prenotato prestazioni ambulatoriali ad Abbiategrasso dovranno organizzarsi diversamente, con i comprensibili disagi soprattutto per le persone anziane e maggiormente fragili» e subito di seguito tiene a precisare che «le informazioni su questa decisione non sono circolate attraverso i canali istituzionali dell’ASST Ovest Milanese, ma ci sono state comunicate direttamente dai pazienti coinvolti».


Della questione la redazione del nostro giornale Ordine e Libertà ha investito immediatamente il responsabile della Direzione sanitaria, alla quale fanno capo gli ospedali “Cantù” di Abbiategrasso e “Fornaroli” di Magenta: il dottor Stefano Schieppati, direttore medico, di primo acchito ha smentito la notizia, asserendo che il servizio di pneumologia non sia stato chiuso, che la cosa non gli risulta affatto e che comunque avrebbe approfondito la questione rimandandoci a domani per un più puntuale chiarimento.


Di cosa si tratta allora? «Riorganizzazione complessiva dell’ambulatorio di pneumologia» è l’espressione trapelata, per il momento ufficiosamente, dagli ambienti ospedalieri, insieme alla conferma del fatto che quattro pneumologi hanno lasciato recentemente il “Cantù” e che dei tre rimasti un altro se ne andrà con l’anno nuovo. Ma è proprio la presenza di questi tre, sempre secondo voci interne all’ospedale, a determinare il fatto che l’ambulatorio «è aperto - dicono - e non è mai stato chiuso». 


Per quali pazienti e per quali prestazioni, però? Non è difficile indovinarlo: i casi “acuti”, specie se non sono stabili, vengono indirizzati a Magenta (sempre perché c’è la Ranimazione che Abbiategrasso non ha), mentre al Cantù tendenzialmente si trattano i casi cronici, sempre parlando di persone che hanno bisogno del pneumologo. 


La situazione insomma sembrerebbe in divenire ed è atteso senza dubbio un chiarimento da parte della Direzione sanitaria, se non addirittura della Direzione generale dell’Asst. In quanto la riorganizzazione di cui si parla, per essere compresa ed eventualmente accolta (il massimo sarebbe apprezzata) deve essere illustrata alla cittadinanza o perlomeno ai suoi amministratori e ai rappresentanti istituzionali chiarendone le ragioni e le strategie.


In mancanza di queste informazioni dovute e di questo coinvolgimento reale della cittadinanza, ogni minima notizia che inevitabilmente trapela accendendo all’istante l’allarme tra la gente continuerà a far crescere la frustrazione e la preoccupazione, il malcontento e l’insicurezza, la delusione e la rabbia…


«Un nostro iscritto ha un appuntamento fissato per la metà di gennaio 2019 in Pneumologia ad Abbiategrasso - chiarisce a proposito il segretario del Pd locale - È però stato avvisato che la sua visita è stata spostata a Magenta. Quindi non si tratta affatto, a quanto pare, di un problema passeggero… Dopo di che, se dall’Asst confermeranno esplicitamente che l’ambulatorio di Pneumologia di Abbiategrasso non si tocca, ne saremo contenti anche noi».


Intanto, dal punto di vista politico, il Pd chiama in causa il sindaco Cesare Nai (che si è oltretutto fatto eleggere presidente di quella Consulta dell’Ospedale per ora mai convocata): «Gli chiediamo - scrivono i democratici nel loro documento - di chiarire al più presto quali intenzioni abbia la sua amministrazione in merito alla volontà di portare al direttore generale dell’ASST Ovest Milanese, al direttore generale di ATS Città Metropolitana di Milano, e all’assessore Regionale alla Sanità, Giulio Gallera, le preoccupazioni dei cittadini abbiatensi per il destino dell’Ospedale di Abbiategrasso».


Marco Aziani (“Ordine e Libertà”) - servizio sull’edizione da venerdì 12 ottobre nelle edicole



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