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Sos da via Ticino: «Abbiategrasso imiti Chivasso! Multe ai padroni dei cani che non lavano dove il loro cucciolo fa pipì»

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Articolo del: 06/11/2018 14:30:34

Ha scritto al Comune, al sindaco in persona, al Servizio Ambiente e contestualmente al nostro giornale Libertà. Siamo stati gli unici a darle risposta sull’edizione di ormai tre settimane fa. Una risposta data sulla scorta di informazioni attinte presso gli uffici dell’Amaga a proposito dei mezzi e del personale impiegati di norma nella lotta impari per cercare di tenere pulito quel luogo, al pari di tanti altri sia all’interno del centro storico che nei suoi paraggi. 


Paola Cardullo la questione l’ha sollevata in relazione al problema del degrado inconcepibile che si verifica in via Ticino (dove il caso vuole che la cittadina in questione abbia sia la sua abitazione che gli uffici in cui lavora), per tutta la lunghezza dei suoi marciapiedi, dovuto al fatto che i padroni dei cani sono soliti utilizzarli come gabinetti per i loro amici a quattro zampe.


«Riscontro di non avere ricevuto alcuna comunicazione in seguito alle mail inviate - scrive nuovamente oggi, martedì 6 novembre, agli stessi indirizzi del sindaco Cesare Nai e del Servizio Ambiente del Comune di Abbiategrasso - Vi segnalo intanto questa novità che spero possa entrare in vigore anche nella nostra città».


L’allegato è un articolo, comparso online su un quotidiano nazionale proprio questa mattina, che parla del «giro di vite» nei confronti del padroni dei cani introdotto da una delibera del Consiglio comunale di Chivasso, in Piemonte, cittadina dell’area metropolitana di Torino, a una ventina di chilometri dal capoluogo e che conta poco meno di trentamila abitanti (insomma, le analogie con la nostra città si sprecano…). Giro di vite che consiste nel disporre l’obbligo, per i padroni dei cani che fanno pipì per le strade del centro storico, di avere appresso la bottiglietta dell’acqua con la quale pulire prontamente le tracce lasciate dal loro quadrupede in modo da evitare che attecchiscano. 


Logicamente la nuova norma va ad aggiungersi, per il Comune di Chivasso, a quella già in vigore che obbliga i padroni dei cani a circolare armati di paletta e sacchettini per raccogliere gli escrementi depositati dalle loro bestiole. E introduce nuove sanzioni: chi non ha la bottiglietta per sciacquare la pipì di Fido, rischia una multa da 75 a 450 euro. 


L’appello della nostra concittadina stanca del degrado e che reclama interventi e iniziative dell’ente pubblico verrà raccolto? Purtroppo quel che si sa è che non dovrebbe essere necessario fissare norme per “obbligare” la gente a comportarsi semplicemente nel rispetto degli altri e della propria stessa città e soprattutto che non vi è alcun automatismo tra l’introduzione di una nuova norma e il fatto che venga rispettata e nemmeno, purtroppo, fatta rispettare. Il degrado, quello vero, risiede lì…


Marco Aziani (“Ordine e Libertà”) - servizio sull’edizione da venerdì 9 novembre nelle edicole



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