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Falò di Sant'Antonio: le restrizioni inducono la Cappelletta a ridurre la catasta. E la pioggia riduce drasticamente i livelli di inquinamento... Buona serata!

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Articolo del: 17/01/2019 08:19:29

«Bruciare all'aperto una sola catasta di legna di medie dimensioni inquina quanto un Comune di 1.000 abitanti che per 8 anni si riscalda a metano! Anche i falò rituali contribuiscono al peggioramento della qualità dell’aria, perché producono effetti che persistono anche per diversi giorni, soprattutto nei periodi invernali di stabilità atmosferica favorevole all'accumulo degli inquinanti».


Con queste premesse, pubblicate sul sito del Comune di Abbiategrasso da ormai due settimane abbondanti, ci si sarebbe e aspettato, coerentemente, l’annullamento di tutti i falò di Sant’Antonio previsti per la serata di oggi, giovedì 17 gennaio, ricorrenza del protettore degli animali e riferimento forte della tradizione agricola.


Diversamente, infatti, se fosse vero appunto che ciascuna catasta produce una tale dose di inquinamento, dovremmo dedurre che la notte prossima l’aria diventerebbe, per effetto dei tanti falò “ufficiali” previsti, impestata come se vi si concentrassero le emissioni del riscaldamento a metano di tanti Comuni da mille abitanti in funzione per 8 inverni quante saranno le cataste accese… Ma dunque, e il riferimento fosse una città come la nostra ha di abitanti ne ha quasi 35 mila, si dovrebbe dividere per 35 quegli 8 anni per quantificare l’impatto di ciascun falò? Se ne ricava che tale produzione di inquinanti sarebbe pari a quella di un mese di riscaldamenti accesi ad Abbiategrasso…


Ma la vera notizia di questa mattina, che manda a pallino questi arditi calcoli che francamente lasciano il tempo che trovano è che finalmente, fin da ieri sera, sta piovendo. E pertanto i valori delle sostanze inquinanti presenti nell’aria che respiriamo sono già crollati. Certo, accendere i falò sotto la pioggia non è il massimo, ma chi si è organizzato ed ha ottenuto la necessaria autorizzazione dal Comune ci proverà. 


Nella tarda serata di ieri, dal Gruppo Cappelletta è stato diffuso un messaggio che non ha bisogno di commenti: «Abbiamo, come d'abitudine, mantenuto il silenzio tutto il giorno evitando di alimentare polemiche che, peraltro, continuano sui social, e vogliamo ringraziare tutti coloro che hanno dimostrato solidarietà a noi e all'oratorio San Giovanni Bosco, ma abbiamo sempre cercato di rispettare leggi e regolamenti anche se assurdi. Siamo convinti che il materiale che avevamo preparato fosse assolutamente pulito, ma non basta; quindi faremo un piccolo fuoco e bruceremo la stria distribuendo frittelle e bevande calde».  Così si è dunque ridimensionata la catasta in via Stignani, dove l’appuntamento è per questa sera a partire dalle 20.30 e l’invito è rivolto a tutti i numerosissimi amici del Gruppo.


Grandi numeri prevedibili anche per il citato falò dell’oratorio San Giovanni Bosco: in questo caso, per chi l’ha prenotato, ci sarà un piatto di risotto distribuito a partire dalle 19.30 e a seguire, verso le 21, l’accensione del falò nel solito clima di grande convivialità adatto a ragazzi e famiglie.


Sempre questa sera anche in diverse cascine si ripeterà il rito dell’accensione del fuoco dedicato a Sant’Antonio Abate; in particolare segnaliamo l’iniziativa presso la Cascina Costa che coinvolge anche la sezione locale della Federazione Cacciatori, con cibo di produzione della stessa azienda Rognoni e bevande calde proposti dalle ore 20. 


Analoga iniziativa infine, ma ancor più folkloristica e legata alla tradizione, presso la Cascina San Donato della famiglia Salmoiraghi: oltre al falò e alle bevande calde, ci saranno in loco veri e propri fuochi d’artificio propiziatori e il momento di festa, che ha inizio alle 20.30, si concluderà con la recita del Santo Rosario, proprio come si faceva una volta nelle stalle con tutte le famiglie della cascina riunite in preghiera di supplica e di ringraziamento.


Marco Aziani (“Ordine e Libertà”) - ogni venerdì nelle edicole



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