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Salvini, le ong e le 170 vittime del gommone nel Mediterraneo: «Signor ministro, così fa diventare disumana l'Italia»

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Articolo del: 20/01/2019 19:04:05

Muoiono 170 persone e il ministro dell'interno Matteo Salvini, senza una sola espressione di dolore per loro e men che meno una preghiera, si premura di giustificare la chiusura dei porti dicendo che lui non è mai stato e sarà mai complice di scafisti e Ong. 


Ammettiamo anche che lui abbia ragione, allora di fronte ad una persona che sta annegando perché gli scafisti le hanno dato un gommone sgonfio, che cosa fa? Semplice, la lascia annegare perché lui è un puro e un duro e non vuole essere complice di questo traffico di uomini. 


È quanto sta succedendo, l'Italia li lascia morire perché quello è un traffico di schiavi e non lo vuole in alcun modo favorire. Questo è il modo di ragionare di Salvini e del 37 per cento degli italiani e non mi pare né umano né ragionevole. 


Io lo so che in questi viaggi vi è del marcio, ma se uno sta annegando io gli allungo la mano e lo porto in salvo. Questo viene prima di ogni analisi sociopolitica, il valore dell'altro è un dato reale che esiste di fatto e prescinde dai suoi stessi errori. Questo è ciò che mi differenzia da Salvini, non l'analisi di scafisti e Ong, ma il valore che si riconosce all'altro. 


Mi spiace, Salvini ha il consenso del 37 per cento degli italiani, ma se uno sta annegando, anche se ha sbagliato, io lo salvo. E questo mi sembra ragionevole, perché significa riconoscere il valore dell'altro come valore imprescindibile. 


Gianni Mereghetti - "Ordine e Libertà" (ogni venerdì nelle edicole)



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