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Consiglio spaccato sul gazebo del Bran.co nel Giorno della Memoria e sulle mozioni: la maggioranza compatta approva la sua e blinda le ricorrenze "intoccabili"

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Articolo del: 08/02/2019 10:10:49

Consiglio comunale di Abbiategrasso spaccato ieri sera, giovedì 7 febbraio, nella seduta straordinaria richiesta dalle opposizioni per entrare nel merito del grave episodio dello scorso 27 gennaio, Giornata della Memoria delle vittime della Shoah, quando un gazebo legato a Lealtà e Azione ha potuto occupare nella mattinata la piazza Marconi proprio davanti al Palazzo comunale, suscitando la sorpresa del sindaco Nai dettosi da subito ignaro e arrabbiatissimo e le ire dell’Anpi e delle opposizioni che nell’immediatezza avevano chiesto le sue dimissioni, in alternativa a chiarezza e spiegazioni convincenti. 


L’altro punto all’ordine del giorno, intimamente legato al precedente, era riportare all’attenzione del Consiglio, stavolta per un’approvazione unanime, la stessa mozione già presentata in precedenza da Cambiamo Abbiategrasso e poi fatta propria anche da Pd, M5S e lista civica Ricominciamo Insieme, ma respinta dalla maggioranza. Mozione che puntava a vietare la concessione di spazi pubblici a gruppi e associazioni riconducibili a forme di estremismo da considerarsi una minaccia per la democrazia. 


Dibattito molto articolato e a tratti duro e carico di tensione. Il sindaco, la giunta e i consiglieri di maggioranza si sono arroccati su posizioni difensive non certo della presenza in piazza quella domenica del gazebo del Bran.Co, giudicato da tutti «inopportuno» e «da evitare», ma della buona fede e della correttezza di Nai. 


Dai banchi delle opposizioni il comportamento del sindaco e il silenzio prolungato sia suo che dei suoi colleghi sono invece diventati bersaglio di invettive nel nome dell’antifascismo, della solidarietà alle vittime dell’Olocausto, del rispetto della sofferenza patita anche da tante famiglie abbiatensi ad opera di fascisti e nazisti, della necessità di...


... non rimanere muti di fronte a quanto accaduto.


Ma la maggioranza, che poi è uscita allo scoperto con lo stesso Nai, con il vicesindaco Albetti, con i consiglieri Pusterla e Ceresa (dopo che già erano intervenuti i due del Gruppo Misto, Giuseppe Srerra e Emanuele Gallotti), alla fine ha tirato fuori una sua “contro-mozione”, che messa ai voti è passata con 16 favorevoli e 9 contrari (cioè tutti i consiglieri dei gruppi di minoranza).


Con tale mozione, viene approvata la modifica al Regolamento della Cosap con l’introduzione di importamti restrizioni di carattere generale: «Nei giorni di commemorazioni nazionali, ovvero 27 gennaio (Giornata della Memoria), 10 febbraio (Giorno del Ricordo), 21 marzo (Giornata di commemorazione delle vittime di mafia), 25 aprile (anniversario della Liberazione dal nazifascismo), 1 maggio (festa dei Lavoratori), 9 maggio (giorno della memoria dedicato alle vittime del terrorismo interno e internazionale e delle stragi di tale matrice), 2 giugno (festa della Repubblica), 4 novembre (giorno dell’Unità nazionale) saranno autorizzate esclusivamente iniziative organizzate di concerto con l’amministrazione comunale. Tali restrizioni non potranno essere applicate per le rappresentanze politiche che concorrono alle elezioni allorquando le sopracitate commemorazioni ricadessero in periodo di propaganda elettorale». 


Al testo, su proposta delle opposizioni, sono state aggiunte altre date: 20 novembre (Giornata per i diritti dell’Infanzia) e 25 novembre (Giornata mondiale contro la violenza sulle donne); ma è stato l’unico emendamento accettato dei quattro suggeriti dai consiglieri di minoranza, che alla fine hanno espresso voto contrario.


Marco Aziani (“Ordine e Libertà”) - servizio sull’edizione da venerdì 15 febbraio nelle edicole



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