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Ticino meno 10 per cento in due giorni, l'allarme siccità di Coldiretti. Russo (Gruppo CAP): «Si dà per scontato che l'acqua ci sia, ma non è così...»

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Articolo del: 25/03/2019 08:38:13

Il livello del fiume Ticino a Turbigo è sceso di oltre il 10% in sole 48 ore, mentre il fiume Adda a Lodi è arrivato a -172 centimetri sotto lo zero idrometrico, con i grandi laghi che hanno percentuali di riempimento che vanno dal 7,6% del lago di Como ad appena il 28,5% del Maggiore. È quanto emerge da un monitoraggio della Coldiretti di Milano, Lodi e Monza Brianza in occasione della Giornata Mondiale dell’Acqua. Una situazione – precisa la Coldiretti interprovinciale – che dipende da un inverno anomalo e siccitoso, che ha ridotto sensibilmente le riserve idriche nei bacini.


“Tra gli agricoltori – dichiara Alessandro Rota, Presidente della Coldiretti di Milano, Lodi e Monza Brianza – sta crescendo la preoccupazione per la stagione irrigua, perché al momento le scorte d’acqua nei laghi sono risicate, mentre in montagna il livello della neve è sceso di oltre 2 metri rispetto alla media degli anni scorsi”. “E’ fondamentale, quindi – prosegue il Presidente Rota – una corretta manutenzione dei bacini per garantire alle imprese agricole una gestione razionale della risorsa idrica”.


In una situazione in cui quasi 9 litri di pioggia su 10 che cadono in Italia sono perduti, i cambiamenti climatici impongono un deciso cambio di mentalità nelle gestione dell’acqua. Crescita delle temperature, sfasamenti stagionali e soprattutto una variazione della distribuzione e dell’intensità delle piogge sono effetti dei cambiamenti climatici che – conclude la Coldiretti – richiedono interventi strutturali. Di fronte alla tropicalizzazione del clima occorre organizzarsi per raccogliere l’acqua nei periodi più piovosi per renderla disponibile nei momenti di difficoltà.


E Alessandro Russo, presidente di Gruppo CAP, intervistato dal nostro giornale sempre nella ricorrenza della Giornata Mondiale dell’Acqua, tra le altre cose ha sottolineato in particolare proprio la necessità dell’assunzione di responsabilità dei singoli cittadini: «Da molte parti, come anche nel nostro territorio, forse si dà un po’ per scontato il fatto che esista l’acqua e che ci sia e che sia abbondante, ma purtroppo così non è... Con la siccità che sta caratterizzando quest’ultimo periodo, l’approvvigionamento idrico per uso agricolo rischia di risentire molto degli effetti del cambiamento climatico. Un po’ meno problematica risulta in questa prima fase la disponibilità di acqua potabile, perché la peschiamo da pozzi molto profondi. Però certamente il tema della siccità anche nel nostro territorio è un tema sul quale tenere ben desta l’attenzione».


Redazione “Ordine e Libertà” - servizio sull’edizione da venerdì 29 marzo nelle edicole



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