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Attenti al ritorno della processionaria: segnalarne la presenza al Comune e imparare come combatterla

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Articolo del: 08/07/2019 07:56:23

Il suo nome italiano deriva dal fatto che le larve si posizionano una dietro l’altra formando una fila continua che va a colonizzare gli alberi inglobandone e divorandone le foglie fino a mettere a dura prova la sopravvivenza della pianta stessa. È la processionaria, nome comune con il quale vengono indicati la Thaumetopoea Processionea e la Thaumetopoea Pityocampa.


L’insetto, altamente distruttivo e le cui larve presentano peli urticanti che, diffusi nell'ambiente, possono originare problemi sanitari sia all'uomo che agli animali, con l’aumento improvviso e intenso del caldo è tornato a fare la sua comparsa anche dalle nostre parti e in particolare in alcune zone della città: i primi casi segnalati agli uffici comunali riguardano la zona del rione Mombellino, quella a ridosso del Canale scolmatore e altre zone per ora periferiche.


«Al fine di limitare il più possibile disagi ed inconvenienti - scrivono dal Comune - l’amministrazione comunale invita i cittadini a collaborare segnalando la presenza di focolai localizzati e mettendo in atto le semplici precauzioni necessarie a contenere la diffusione e limitare al massimo le conseguenze.


Che cosa dunque bisogna e non bisogna fare? «Non avvicinarsi e non sostare sotto piante infestate; non tentare di distruggere i nidi con mezzi impropri in quanto il primo effetto che si...


... ottiene è quello di favorire la diffusione nell’ambente dei peli urticanti ed ove necessario rivolgersi a specialisti del settore; evitare di raccogliere i bruchi senza idonee protezioni o con mezzi inadeguati; in caso di contatti accidentali con larve o nidi meglio lavare tutti gli indumenti indossati a temperatura non inferiore a 60° e lavare abbondantemente il corpo, capelli inclusi, con acqua e sapone; infine, lavare abbondantemente frutti e prodotti degli orti ubicati in prossimità di piante infestate».


Il promemoria diffuso dal Comune di Abbiategrasso riguarda anche l’ipotesi peggiore a carico della salute dei singoli cittadini: «Si ricorda - scrivono da piazza Marconi - che in tutti i casi in cui dovessero comparire reazioni cutanee con irritazioni molto forti non risolvibili con comuni pomate antistaminiche o con coinvolgimento di organi di senso, le persone coinvolte dovranno rivolgersi al medico curante o al pronto soccorso dell’ospedale».


Per concludere, una raccomandazione agli amministratori di stabili e ai proprietari di immobili privati: «Sarebbe opportuno che eseguissero, sulle aree di propria competenza, costanti controlli e che adottassero opportune e tempestive azioni di contrasto alla proliferazione dei lepidotteri in questione».


Redazione “Ordine e Libertà” - ogni venerdì nelle edicole


 



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