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«Ridateci i nostri "panettoni"!»: da via Pontida insistono e segnalano che anche lì a due passi continuano a svolgere la propria funzione

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Articolo del: 03/09/2019 11:53:01

Panettoni sì, panettoni no… Anche se a Natale mancano praticamente ancora quattro mesi, la questione dei manufatti in cemento (indicati con il nome del tipico dolce tradizionale che peraltro già ieri ha fatto la sua comparsa dietro il banco di Besuschio!) con funzione di dissuasori della sosta e della loro presenza più o meno legittima, più o meno opportuna, più o meno necessaria, continua a far discutere.


Dopo la pubblicazione, venerdì scorso sul nostro giornale “Ordine e Libertà”, dell’articolo che fa riferimento al “panettone creativo” (traverstito da margherita gigante) presente in via Galileo Ferraris a dispetto di quelli rimossi in via Pontida (ormai due anni fa, dopo quasi diciotto anni di onorato servizio…) davanti al condominio al civico 12/A di via Pontida, coloro che qui risiedono si sono rifatti vivi in redazione.


Motivo, ringraziare per l’interessamento (peraltro non nuovo), ribadire la loro esigenza di riavere i dissuasori al loro posto, sui due lati del passo carraio, per impedire la sosta selvaggia e continua di automezzi che coprono a chi deve uscire dal cannellone la visuale sulla strada, ma anche segnalare che altrove, a due passi da lì, di “panettoni” ce ne sono e sembra non diano fastidio a nessuno.


La fotografia che ci hanno fornito (quadrante in alto a sinistra) lo documenta in modo inequivocabile: la strada è la via XXIV Maggio, traversa di via Pontida e di via Cadorna che va ad incrociare infine via Caprera e via Toti. L’evidenza è che qui i dissuasori della sosta resistono e che ce ne sono addirittura quattro, due per lato di un cancelletto che non è nemmeno un passo carraio, ma il cui accesso e la cui uscita evidentemente venivano costantemente ostruiti da auto in sosta.


Anche qui, come per il caso di via Ferraris, sia chiaro che lo scopo di dare rilevanza e visibilità alla situazione non è affatto quello di far rimuovere i manufatti che garantiscono ai residenti la necessaria tranquillità e sicurezza davanti a casa. Ma piuttosto quello di ribadire l’interrogativo: perché in via Pontida, dove per circa vent’anni hanno garantito agli automobilisti residenti uscite senza intoppi, non vengono ripristinati, consentendo (come mostrano bene le altre due fotografie qui pubblicate) ai trasgressori di piazzare lì i loro veicoli che rendono difficile e pericoloso per quei condomini immettersi in strada?


Marco Aziani (“Ordine e Libertà” - ogni venerdì nelle edicole)


 


 



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