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Mistificazioni e strumentalizzazioni gravi e inaccettabili sulla consigliera Garavaglia: dal racconto a tinte fosche di un cronista di parte le prese di posizione politiche di Lega, sindaco e giunta

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Articolo del: 07/10/2019 16:27:01

Mistificazione. Di questo mi assumo la responsabilità di accusare apertamente e pubblicamente chi sta montando un vergognoso caso sulla vicenda che ha visto suo malgrado protagonista la 23enne consigliera comunale leghista Martina Garavaglia.


Alla consigliera comunale Garavaglia, colta da un improvviso malore nel corso della seduta del Consiglio comunale aperto di giovedì 3 ottobre scorso, desidero a mia volta indirizzare i migliori auguri di ritornare al suo posto in piena salute e con tutta la sua voglia di impegnarsi nell’amministrazione comunale.


Questo però non ha nulla a che fare, come ripeto, con il caso che la sua parte politica e adesso addirittura il sindaco Cesare Nai stanno montando ad arte, incoraggiati e anzi chiamati direttamente in causa dall’attacco verbale scatenato in rete dal collega Fabrizio Provera che usa il suo spazio di comunicazione per dare dei «bovari» e delle «persone cresciute nella giungla a contatto con le bestie selvatiche» non si sa bene a chi, ma (peggio) lo si intuisce: a coloro che esprimono dissenso rispetto alla volontà di costruire un parco commerciale in viale Giotto. «Ora abbiamo capito il perché della contrarietà di certe persone al progetto su ATS2 - ha infatti scritto Provera - Trattandosi di persone cresciute nella jungla, a stretto contatto con animali selvatici, devono nutrire una certa allergia per il progresso e tutto quanto inficia il loro (quieto) vivere di barbari».


Come ripeto, un’accusa e una serie di insulti (questi sì messi nero su bianco in rete) ancor più inaccettabili in quanto rivolti in modo generico, sparati nel mucchio. Accuse di che cosa? Secondo Provera, di aver infierito sulla consigliera in procinto di essere portata a Magenta in ambulanza; secondo il sindaco Nai (che oggi, proprio accogliendo l’imbeccata di Provera che si rammaricava che né lui né la maggioranza avessero espresso solidarietà alla giovane collega consigliera, ha emesso un comunicato ufficiale del Comune) addirittura di avere «danneggiato con un comportamento scorretto il clima costruttivo e di apertura nell’accogliere le diverse opinioni».


Qualcosa del genere d’altra parte aveva anticipato ieri sera anche la Lega di Abbiategrasso in un comunicato stampa nel quale parla a sua volta in modo generico di «superamento del limiti del rispetto e dell’educazione» che sarebbe stato «superato» al punto che «a pagarne lo scotto è stata Martina (la consigliera Garavaglia, ndr», e nel quale definisce poi «agghiacciante tutto ciò che è accaduto» e «inammissibile l’atteggiamento di chi, resosi conto del malessere di Martina, rincara la dose con uscite inopportune al ruolo coperto, visto che le parole sono state proferite non solo dal pubblico, ma anche da membri dell’opposizione». 


Ripeto la parola, perché un’altra non c’è: mistificazione. E al tempo stesso strumentalizzazione (questa sì vergognosa, a mente fredda e a bocce ferme) del malore che ha colto la consigliera Garavaglia, fortunatamente riavutasi e dimessa dall’ospedale all’indomani del ricovero. 


Le cose infatti, molto semplicemente,  non sono andate così come le ha raccontate Provera, sempre a metà tra cronaca e romanzo, possibilmente giallo.


Gli attacchi subiti dalla consigliera Garavaglia sono stati tutti e assolutamente di carattere politico: opportuni o no non sta a noi deciderlo, ma coerenti con la linea dell’opposizione che ha ripreso e pesantemente criticato la sua sortita riguardante il precedente Consiglio comunale nel quale la Garavaglia ebbe a dire che le capita di accompagnare volentieri i soggetti fragili di cui si occupa nel suo...


... lavoro presso centri commerciali della zona in quanto ambienti protetti e graditi anche alle famiglie dei “ragazzi” affidati alle sue cure.


In queste e in altre circostanze (come nei riguardi di certi interventi del consigliere Gallotti o della consigliera Baietta) il pubblico ha rumoreggiato, ironizzato, applaudito per sberleffo, fatto sentire la propria voce di dissenso, ed è stato richiamato all’ordine verbalmente, ma tutto sommato tollerato, dal presidente del Consiglio comunale, Marco Tagliabue, che giustamente non ha  voluto esacerbare gli animi. 


Accusare dunque il pubblico di avere causato il malore della consigliera Garavaglia e di avere infierito contro di lei nel momento dell’emergenza, mentre  la stavano per soccorrere, è una colossale balla, e averlo scritto e diffuso sui social è una vera e propria porcheria. 


Quel che è realmente accaduto è che la consigliera Emy Dell’Acqua (Cambiamo Abbiategrasso), che stava parlando nell’istante in cui Tagliabue ha chiesto se vi fosse in sala un medico perché la consigliera Garavaglia aveva bisogno di soccorso, ha ribadito l’invito all’amministrazione comunale, anziché pensare ad un parco commerciale, a impegnarsi per il ripristino del Pronto soccorso notturno, visto che se questo servizio ci fosse stato la stessa consigliera avrebbe potuto essere assistita qui e subito anziché dover essere trasferita altrove. Parole che hanno fatto scattare le comprensibili urla di indignazione di alcuni consiglieri di maggioranza che hanno detto a Emy Dell’Acqua che si vergognasse, battibecco cessato subito con la comunicazione di Tagliabue che il Consiglio veniva sospeso per qualche minuto. 


Questo è quanto. E a dirla tutta, la consigliera Dell’Acqua, alla ripresa dei lavori, ha voluto con tono pacato ma fermo precisare di non avercela affatto con la collega della Lega, ma di aver semplicemente rilevato l’importanza della necessità di un presidio sanitario in città anche di notte. 


L’incredibile a questo punto è ben altro: e cioè che la favola brutta volutamente dipinta a tinte fosche e inquietanti da quel “cronista” da sempre dichiaratamente di parte che è Provera, il quale sfrutta il solito meccanismo perverso della condivisione sui social facendo leva sulla emotività di un pubblico che anziché di informazioni è solito nutrirsi appunto di istintività e indignazione a buon mercato, dia origine ad una serie di prese di posizione di tipo politico che sembrano voler spostare l’attenzione dalla questione vera (parco commerciale sì o no) ad una vicenda personale e marginale, ancorché riguardante una consigliera nell’esercizio delle sue funzioni.


È incredibile, appunto, che da parte della Lega di Abbiategrasso, come pure di personaggi politici del territorio guarda caso tutti dello stesso partito o comunque di centrodestra, e adesso addirittura da parte del sindaco Nai anche a nome della intera giunta municipale di Abbiategrasso si confonda l’espressione di augurio di pronta guarigione (peraltro fortunatamente già arrivata) e di buona salute nei confronti di una giovane consigliera (espressione alla quale come già detto a nostra volta ci associamo), con la manifestazione di “solidarietà” nei suoi riguardi, o meglio con il contrattacco politico e la delegittimazione del dissenso travestiti dalla invocata “solidarietà” che in realtà non ha alcuna ragione di essere. Tant'è vero che sia la Lega che Nai hanno dovuto (udite udite!) prendere ordini dal "cronista affabulatore" di turno per decidersi a manifestarla tre giorni buoni dopo l'accaduto.


Marco Aziani ("Ordine e Libertà") - servizio sull'edizione da venerdì 11 ottobre nelle edicole



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