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Bufera sull'annunciato concerto in Fiera del nipote di un boss. Nai prende tempo, la Polizia locale verifica e intanto a chi solleva dubbi sui social arrivano minacce

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Articolo del: 13/01/2020 09:06:28

È bufera intorno all’iniziativa del Pub Las Vegas dii via Legnano che ha diffuso già da tempo le locandine per pubblicizzare il concerto, organizzato ad Abbiategrasso per la sera del 7 marzo, del cantante neomelodico Niko Pandetta, giovane artista catanese che canta canzoni in napoletano e che è noto soprattutto alle cronache per essere il nipote del boss camorrista Turi Cappello (condannato all’ergastolo per reati di mafia), al quale Pandetta dedica molte delle sue canzoni e dalle cui lettere dal carcere dice di trarre ispirazione per i suoi testi che è capitato anche che l’artista dedicasse esplicitamente ai camorristi reclusi auspicandone il ritorno alle rispettive famiglie. 


La bufera riguarda, ancora una volta, il fatto che né il sindaco, né alcuna persona della giunta o dell’amministrazione comunale di Abbiategrasso, né tanto meno il Comando della Polizia locale o altre forze dell’ordine impegnate quotidianamente con enormi sacrifici nel contrasto delle organizzazioni mafiose e della loro cultura che tende ad insinuarsi nelle pieghe della società, siano stati messi al corrente di questa iniziativa che invece, stando alle locandine diffuse sui social dagli organizzatori, si dovrebbe svolgere all’interno di uno spazio pubblico comunale, ovvero il salone-teatro del quartiere Fiera di via Ticino. 


Cesare Nai, primo cittadino di Abbiategrasso, ad una serie di specifiche domande inviategli da una nostra cronista non ha finora dato risposta, ma ha dichiarato a un collega del Giorno di non saperne nulla e che valuterà se sia o meno il caso di accordare il permesso o di revocarlo: immaginiamo che la cosa debba avvenire in tempi strettissimi.


La...


... comandante della Polizia Locale
si è riservata per oggi di effettuare le opportune verifiche per capire appunto se effettivamente qualcuno in Comune abbia ricevuto e gestito la richiesta di utilizzo dello spazio pubblico senza ritenere di informarne gli amministratori o le forze dell’ordine almeno per un semplice consulto (l’ipotesi più accreditata è che ciò possa essere avvenuto ad opera dell’Ufficio Patrimonio).


Intanto però la vera e propria bufera si scatena sui social. Dove, al solito, la discussione avviene con toni che quasi sempre trascendono le elementari norme del dibattito civile e rispettoso delle opinioni e delle questioni poste sul tappeto. E dove, proprio ad opera degli organizzatori del concerto di Pandetta (che nella circostanza sarebbe affiancato da altri cantanti che rispondono ai nomi di Gianluca Di Palma, Kevin Arena, Marika Monte, Luca Licata e Miky Attardo) al disappunto per il fatto che venga posta in dubbio l’opportunità che il concerto del nipote di un boss venga ospitato in uno spazio comunale si mescolano parole di nemmeno tanto velata minaccia.


Bersaglio del passaggio cruciale comparso venerdì sera tra i post di “Sei di Abbiategrasso se” (gruppo ufficiale) è un citadino che si è permesso di segnalare l'evento all'amministrazione comunale sollevando dubbi sull'opportunità: «Ha qualche problema??? - tuona Giusi Errante dal Bar Las Vegas - Allora che si guardasse i suoi scheletri nell’armadio (…) E ricordatevi che quando poi capita che vi tiran giù i denti c’è sempre qualche motivo». 


Marco Aziani (“Ordine e Libertà”) - servizio sull’edizione da venerdì 17 gennaio nelle edicole



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