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Lotta al Covid19, giro di vite per bar, ristoranti, negozi e super nel Decreto dell'8 marzo. Invito al sindaco a effettuare controlli. Un appello alla responsabilità individuale dalla dottoressa Guidi

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Articolo del: 08/03/2020 17:16:04

Giro di vite e innalzamento delle misure di contrasto e di contenimento del coronavirus per evitare, in sostanza, che il picco di infezioni che si prevede sarà raggiunto a Milano e hinterland e sul territorio regionale lombardo in genere tra una decina di giorni metta definitivamente ko il nostro sistema sanitario, che significa lo trovi non più in grado di dare la indispensabile assistenza ospedaliera nei reparti di Terapia Intensiva e di Infettivologia (ormai ovunque ribattezzati esclusivamente reparti Covid19) ai pazienti colpiti dal virus i quali, in assenza di tali cure, corrono un serissimo rischio di non farcela e di morire.


È quello stabilito la notte scorsa dal Governo e in particolare dal Presidente del Consiglio che ha emanato il nuovo decreto che annulla in pratica i precedenti del 1 e del 4 marzo. E lo fa, innanzitutto, istituendo una sorta di nuova “zona rossa” estesa a tutto il territorio della Lombardia e a quelli di 14 provincie confinanti (appartenenti a Piemonte, Emilia Romagna e Veneto) per i cui abitanti la prima e fondamentale indicazione è  quella enunciata al primo punto: «Evitare ogni spostamento delle persone in entrata e in uscita dai territori in questione, nonché all’interno dei medesimi, salvo che per gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o da situazioni di reale necessità o per motivi di salute».


Per quanto riguarda in particolare Abbiategrasso, già da ieri è stato diffuso un appello al sindaco Nai ad opera di gruppi consiliari di opposizione (Cambiamo Abbiategrasso, guidato da Domenico Finiguerra, e Ricominciamo Insieme, guidato da Luigi Tarantola, nonché dal consigliere Giuseppe Serra, aderente al Gruppo Misto): «Vista la grave emergenza e la situazione di collasso che sta mettendo in ginocchio gli ospedali e in particolare i reparti di terapia intensiva lombardi e considerato che in città vengono disattese da parte di moltissimi cittadini le raccomandazioni contenute nel Decreto ministeriale e che risultano molto frequenti gli assembramenti di persone, il mancato rispetto della distanza di sicurezza ed un generale atteggiamento di superficialità quando non di irresponsabilità che compromette le misure ed il difficile lavoro di contenimento del Covid-19, chiediamo al sindaco Cesare Nai di adottare con urgenza tutti i provvedimenti necessari per garantire i controlli di competenza comunale, da parte delle autorità locali, della Polizia Locale o di altri servizi comunali, sul rispetto di quanto contenuto nel Decreto del 4 marzo ed eventuali successivi».


Quello nuovo, come è noto, porta la data di oggi, 8 marzo, e dà indicazioni (per la nostra zona e la nostra città) già valide fino al prossimo 3 aprile, cioè per quattro settimane. E a proposito soprattutto dei luoghi che favoriscono tendenzialmente assembramenti, cioè gli esercizi pubblici come bar, negozi e supermercati, la sanzione prevista per i titolari e gestori che non dovessero rispettare le nuove consegne diventa semplicemente quella della sospensione delle rispettive attività (leggasi chiusura temporanea dei bar e negozi fino a nuovo ordine).


Che cosa prevede in concreto il Decreto ministeriale di oggi, domenica 8 marzo, in materia di pubblici esercizi? Innanzitutto vene introdotta la chiusura obbligatoria per tutti i bar e anche per tutti i ristoranti dalle 18 alle 6 e nelle 12 ore di apertura possibile vige l’obbligo per i titolari di «predisporre le condizioni per garantire la possibilità del rispetto della distanza di sicurezza di almeno un metro tra le persone». 


La stessa cosa vale per tutti gli altri tipi di negozio, salvo il fatto che non esistono per questi altri limitazioni di orario (e dunque si suppone continueranno a svolgere le proprie attività negli orari di sempre), fermo restando l’obbligo di garantire con sistemi idonei la possibilità per la clientela di mantenere lo spazio interpersonale di almeno 1 metro.


Sia per bar e ristoranti che per negozi di alto genere, oltre alla severissima sanzione che si tradirebbe nella sospensione dell’attività in caso di violazione delle disposizioni, viene anche specificato che, qualora le dimensioni e le caratteristiche del negozio non consentano al gestore di poter mettere in atto meccanismi capaci di evitare anche il minimo assembramento (cioè la presenza di più persone ad una distanza tra loro inferiore a 1 metro), essi sono tenuti a chiudere spontaneamente e temporaneamente i loro negozi.


Dunque, innanzitutto la raccomandazione di non spostarsi e di non circolare se non per reali necessità e in secondo luogo questa stretta su bar, ristoranti e negozi, insieme alla proroga della chiusura dei nidi e di tutte le scuole di ogni ordine e grado fino a tutto il 3 aprile prossimo, trasmettono con forza l’idea che la questione sia da prendere in modo estremamente serio. Non significa avere paura e andare ad alimentare inutile e controproducente panico trascorrendo ore e ore a condividere di tutto e di più nei gruppi whatsapp e sui social in genere, bensì, molto più semplicemente, abituarsi da subito al rispetto ferreo delle norme che ci vengono indicate e che sono, per tutti i cittadini, quelle ribadite nel decalogo che conclude il Decreto, da seguire alla lettera e casomai da interpretare in  chiave restrittiva e non a piacere. 


Lo ribadiamo qui di seguito: 1) Lavarsi spesso le mani (con raccomandazione a tutti i luoghi aperti al pubblico di mettere a disposizione detergenti idroalcolici); 2) evitare il contatto ravvicinato con persone he soffrono di infezioni respiratorie; 3) evitare abbracci e strette di mano; 4) mantenere, nei contatti sociali, la distanza interpersonale di almeno un metro; 5) starnutire o tossire in un fazzoletto evitando il contatto delle secrezioni con le mani; 6) evitare di bere in bottiglie o bicchieri dove abbia già bevuto qualcun altro; 7) non toccarsi con le mani naso, occhi e bocca; 8) coprirsi la bocca e il naso con un fazzoletto o con la piega del gomito se si starnutisce o tossisce; 9) non assumere farmaci antivirali o antibiotici se non sotto prescrizione medica; 10) pulire le superfici con disinfettanti a base di cloro o alcool. Quanto infine all’uso della mascherina, l’indicazione è a indossarla solo se si sospetta di essere malati o se si presta assistenza a persone malate. 


Moltissimi sono i messaggi di ogni genere, anche molto qualificati, che circolano nei gruppi whatsapp, spesso senza però altro esito che quello, più che di persuadere i cittadini dell’importanza di osservare le prescrizioni in modo scrupoloso, di terrorizzarli descrivendo scenari certamente reali, ma rispetto ai quali i sentimenti suscitati sono soprattutto lo spavento e il fare ogni genere di scongiuri perché non si debba mai essere noi in prima persona a trovarci in quelle condizioni.


Di tutt’altro tenore è quanto dichiarato invece dalla pediatra abbiatense dottoressa Tiziana Guidi, che proprio oggi ha inviato questo messaggio alle mamme dei suoi piccoli pazienti: «Da medico credo che in questa situazione sia utile che tutti noi capiamo una cosa molto importante - ha detto -  Da oggi noi siamo entrati in questa “zona rossa” che significa che anche all’interno di Abbiategrasso dobbiamo uscire di casa solo ed esclusivamente per cose importanti. Quindi, la richiesta da medico è far capire alla gente che anche se va a camminare sul Naviglio, ma incontra cento persone, vuol dire che viene comunque a contatto con altrettante potenziali fonti di infezione. E i nonni abituati a portare i bambini al parco devono usare tutte le precauzioni perché anche i bambini, che non si ammalano, possono però diventare fonte di infezione.  Mi scuso - ha concluso la dottoressa Guidi - ma credo che il nostro ruolo di medico in questo momento sia fare educazione sanitaria e l’unico modo per salvare le persone che sono in terapia intensiva è che noi che siamo a casa capiamo che dobbiamo rispettare delle regole».


Marco Aziani ("Ordine e Libertà") - servizio sull'edizione da venerdì 13 marzo nelle edicole



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