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Dipendenti della Casa di Riposo "ceduti" alla multiservizi per risparmiare 200 mila euro all'anno? Il rifiuto del sindacato e l'attacco di Finiguerra

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Articolo del: 27/07/2020 09:54:20

Esternalizzazione. Che tradotto significa passaggio dall’essere dipendenti della struttura comunale per la quale si lavora, in qualche caso da trent’anni, nell’ambito di servizi di carattere socio-sanitario, al diventare lavoratrici e lavoratori nel contesto di una azienda multiservizi che è per l’appunto esterna e che applicherà i propri criteri, sostanzialmente e a volte anche formalmente diversi da quelli che regolavano il precedente contratto di lavoro.
Se ne parla da alcuni giorni a proposito delle ASA (Assistenti socio-assistenziali) in forza alla RSA Fondazione Casa di Riposo di Abbiategrasso, per le quali si prospetta il trasferimento dalle dipendenze della medesima Fondazione a quelle della ditta Pellegrini, la azienda multiservizi che della struttura di Strada Cassinetta gestisce già cucina, lavanderia e pulizie.
Secondo la sindacalista Marina Perna (Uil Fpl Terzo Settore), che ha puntato pubblicamente i riflettori sulla questione dandole visibilità attraverso alcuni giornali durante lo scorso fine settimana, per ben 42 lavoratrici e lavoratori della Casa di Riposo di Abbiategrasso «il rischio è quello di passare da operatrici e operatori sanitari a generici operai, in quanto il nuovo contratto che viene loro proposto prevede che la loro nuova qualifica sia appunto quella di “operai multiservizi”, con grave nocumento in termini di garanzie di qualità del servizio erogato oggi e domani e con il possibile dimezzamento del monte ore rispetto all’attuale (che inevitabilmente significherebbe anche drastica riduzione dei livelli salariali, ndr)».
Va da sé che, di fronte a questo genere di prospettiva, il sindacato Uil Fpl Terzo Settore, che è quello con più iscritti tra i lavoratori della Casa di Riposo di Abbiategrasso, non intenda assolutamente sottoscrivere alcun accordo se non dopo un chiarimento con il cda della Fondazione, il cui presidente è Paolo Bonecchi e il cui direttore è Luigi Leone, il quale ha pubblicamente prospettato, attraverso...


... questa operazione di esternalizzazione prospettata per quei 42 lavoratori, un risparmio per l’ente nell’ordine di duecentomila euro l’anno.
Nell’attesa di conoscere le reazioni e le ulteriori spiegazioni dei vertici della Rsa attraverso la voce del presidente Bonecchi o di qualche altra persona dallo stesso designata, sulla vicenda si avventa, in chiave politica, il consigliere  comunale Domenico Finiguerra per conto della sua lista civica “Cambiamo Abbiategrasso” della quale è ex candidato sindaco e attuale capogruppo.
Dopo avere espresso, in un messaggio diffuso in rete sempre nei giorni dello scorso weekend, « ferma opposizione al processo di esternalizzazione del personale socio-assistenziale deciso dal Cda e dai vertici della Fondazione», Finiguerra afferma che «è in corso una vera e propria alienazione della Casa di Riposo, con la cessione ad una azienda multiservizi del personale che presta assistenza diretta agli anziani, che in alcuni casi è in servizio da oltre 30 anni presso la RSA». E a proposito della motivazione addotta dai vertici della Rsa circa il sensibile risparmio che si andrebbe in tal caso ad ottenere, giudica «inaccettabile e ingiusto scaricare le inefficienze gestionali dei vertici della Fondazione proprio sulle lavoratrici e sui lavoratori che in questo periodo di emergenza Covid-19 hanno garantito assistenza ai nostri anziani, rischiando la propria salute e quella dei propri cari».
E mentre il sindacato chiede perlomeno che ogni decisione in merito venga congelata fino a settembre e Finiguerra (e si presume non solo lui) si prepara a sollevare la questione all’inizio del Consiglio comunale fissato per la serata di mercoledì, restiamo in attesa di una spiegazione e reazione dei vertici della Rsa e dell’amministrazione comunale nella persona del sindaco Cesare Nai o dell’assessore ai Servizi alla Persona, Rosella Petrali.
Marco Aziani (“Ordine e Libertà”) - servizio sull’edizione da venerdì 31 luglio nelle edicole



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