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Otto peri da fiore al posto dei quattro cedri abbattuti: così la "Umberto e Margherita di Savoia" cambierà look

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Articolo del: 09/09/2020 09:16:54

Al loro posto Amaga avrebbe voluto allestire un nuovo palchetto ben in ordine per l’inizio dell’anno scolastico, invece i tempi tecnici non lo consentono. Tuttavia è già deciso che il posto degli alberi eliminati dal fronte strada della “Umberto e Mergherita di Savoia” di viale Dell’Uomo ad Abbiategrasso saranno rimpiazzati con 8 peri da fiore (nome scientifico Pyrus calleryana Chanticleer) che in primavera hanno appunto un’abbondante fioritura di colore bianco.


Non erano pini (come da noi più volte indicato genericamente per intendere sempreverdi aghifoglia che spesso ornano le facciate e i giardini di ville ed edifici pubblici assicurando loro protezione e ombra in abbondanza) quelli abbattuti la scorsa settimana davanti all’edificio scolastico di quella primaria. Amaga, per conto del Comune, ha infatti provveduto a tagliare anche i due esemplari superstiti di cedri dell’Himalaya (nome scientifico Cedrus deodara), dopo che gli altri due presenti nell’aiuola che costeggia la facciata della scuola erano stati sacrificati a inizio estate.


Motivo dell’intervento, il timore che questi alberi, diventati giganteschi e uno dei quali era già andato ad adagiarsi con alcuni grossi rami sull’angolo dell’edificio scolastico tra viale Dell’Uomo e via De Amicis, potessero crollare di schianto con conseguenze magari anche tragiche: lì ogni giorno, dal prossimo 14 settembre, ricominceranno a passare in entrata e in uscita un migliaio di persone tra alunni, insegnanti e genitori; lì di fronte transitano di norma migliaia di veicoli al giorno che percorrono la più battuta direttrice sud-nord che di fatto collega la ex statale 494 Vigevanese con la ez statale 526 dell’Est Ticino in direzione Robecco-Magenta; lì sorge una scuola portata a termine nel 1901, la quale avrebbe potuto subire danni importanti dall’eventuale caduta di alberi che ormai la sovrastavano di almeno tre metri in...


... altezza.  «Quegli alberi - scrivono dal Comune - furono messi a dimora molti anni fa in maniera non corretta e in una striscia di terreno troppo stretta che, anche in base alla perizia agronomica eseguita, non ne permetteva il corretto sviluppo: infatti, i tronchi si trovavano a circa 2 metri dalla strada e dai marciapiedi interni, le loro chiome svettavano abbondantemente oltre il tetto, molti rami incombevano sopra i canali, danneggiandoli ed intasandoli di aghi, altri si addossavano alla facciata deturpandola e minacciando da vicino le finestre; altri ancora, si affacciavano pericolosamente  sul marciapiedi e sulla viabilità adiacente; le loro radici, costrette in uno spazio irrisorio, stavano cominciando a danneggiare il muro di cinta, le griglie e i manufatti della scuola».


Si sarebbe potuto evitare l’abbattimento? Amaga, alla luce delle perizie agronomiche effettuate, è certa di no: non sarebbe infatti bastato - chiariscono gli addetti ai lavori - nemmeno un drastico intervento di potatura delle chiome: oltre a rovinare l’aspetto estetico delle piante, ne avrebbero indebolito nel tempo le condizioni strutturali causando un riscoppio vegetativo vigoroso con ulteriore peggioramento della situazione.


«Pertanto, nel corso delle prossime settimane - si legge ancora nella nota del Comune - gli alberi di cedro saranno sostituiti da nuovi esemplari arborei a sviluppo contenuto e portamento colonnare, che si adattano meglio all’esiguo spazio disponibile.  Le chiome di questi arbusti, anche in futuro, non creeranno alcun problema all’edificio né alla viabilità. Inoltre, valorizzeranno maggiormente l'edificio scolastico, grazie a un bellissimo effetto decorativo».


Marco Aziani (“Ordine e Libertà”) - servizio sull’edizione da venerdì 11 settembre nelle edicole



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